Il progetto WAW nasce dalla collaborazione tra Luca Gargano e le fotografe giapponesi Keiko e Maika e si propone di dare vita a una linea di vini “primitivi” in anfora: vini originali e originari, vini primordiali, i più antichi e più vicini alla natura.
L’idea, portata avanti da vari produttori di diverse nazioni, è di condividere lo stesso metodo di vinificazione che non prevede alcun tipo di intervento: raccolta manuale delle uve, vinificazione in anfora a grappoli interi, macerazione fino a fine fermentazione (dai 3 fino ai 6-7 mesi) e imbottigliamento diretto senza pressatura. Il vino deve essere frutto dell’assemblaggio di almeno due varietà di uve: bacca bianca per il 78% e a bacca rossa per il restante 22% e le anfore usate sono tutte di provenienza spagnola, artigianalmente prodotte da Orozco di Villarrobledo.
I vini risultati non vogliono fregiarsi di essere “grandi vini”, quanto piuttosto di essere vini buoni, che possano essere bevuti da tutti e tutti i giorni, grazie alla loro capacità di poter accompagnare qualsiasi tipo di pietanza sia per origine che per ingredienti. Vini che facciano esclamare “WAW!” a chiunque li beva. L’etichetta è unica e condivisa, differendo solo nel nome del produttore, e al centro si trova una lettera che ricorda una “y”, un’antica lettera fenicia che si pronunciava proprio come “WAW”.
ANNO DI CREAZIONE: 2017
PRODUTTORI COINVOLTI: Iago Bitarishvili, Kipiani, Our Wine (Georgia), Gelveri Manufactur (Turchia), Buondonno, Calafata, L'Archetipo, La Ricolla, Possa, SRC Vini (Italia), Esencia Rural, Joan Ramon Escoda, Jordi Llorens, Fernando Angulo, Mendall (Spagna) Beck-Hartweg, Chateau Le Puy, Domaine de Miquettes (Francia), Movia (Slovenia)
BOTTIGLIE PRODOTTE: 1.500
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