
La storia di Arianna Occhipinti inizia nel 2004, fresca di laurea in viticoltura ed enologia all’università di Milano e un primo ettaro in affitto in Sicilia, nella sua terra di origine.

Nel giro di vent’anni questa giovanissima vignaiola smuove con forza il mercato del vino con la sua tenacia e grinta. Dalla prima vendemmia fatta nel 2004 le situazioni che smuove sono tante ma la sua strada è sempre stata costante: il rispetto del territorio, l’assenza totale di chimica in vigna e in cantina e vinificazioni naturali. Diventa famosa per la lettera scritta a Luigi Veronelli, dalle cui parole troviamo un presagio di quella che sarà la sua carriera da vignaiola e interprete del territorio quando parla dei suoi vitigni, il Frappato e il Nero d’Avola, che “portano dentro un passato e un futuro allo stesso tempo”. E per una seconda lettera, scritta a Nello Musumeci, Presidente della regione Sicilia dal 2017 al 2022, in cui denuncia la situazione di incuria e abbandono in cui versa la sua città Vittoria.
Arianna Occhipinti è un fiume in piena, ha il fuoco della Sicilia dentro, è diretta e onesta in quello che dice e fa e va dritta per la sua strada. La 2023 coincide con un grande traguardo per la vignaiola che ha ridato voce al Frappato e dimostrato al mondo le grandi potenzialità di questo vitigno.

Non c’è da stupirsi se quindi questo grande traguardo viene celebrato dalla cantina con l’uscita di tre etichette dedicate.
Arrivano così il Siccagno ventesima Vendemmia e il Frappato Ventesima vendemmia, a cui si unisce una novità la Cuvée Venti, a distanza da dieci anni dalla sua ultima uscita.
La Cuvée Venti raccoglie i pochi grappoli dell’annata 2023 provenienti dalle grandi contrade aziendali, Pettineo, Fossa di Lupo e Bombolieri, e dà vita ad un vino unico che racconta la storia della cantina e delle sue vigne. Dalla contrada di Pettineo, prende eleganza e setosità. Dal vigneto di oltre 60 anni che affonda le sue radici in un terreno profondo di origine marina, che dona ai vini un tannino setoso e una piacevole acidità sostenuta. Dalla contrada Fossa di Lupo, spina dorsale del lavoro di Arianna dal 2004, il vino eredita il suo carattere deciso e austero. Le viti ad alberello, tipiche della zona di Vittoria, crescono in un terreno sabbioso con abbondante presenza di calcare roccioso che conferisce al vino una notevole struttura e una buona acidità. Infine, dalla contrada Bombolieri, il vino acquisisce le sue note floreali e la sua grande acidità. Qui, un suolo argillo-calcareo, visivamente bianco, dona al vino un profilo schietto e di grande freschezza. Il risultato è un vino che esprime l'anima più profonda di questo territorio.
Il fil rouge che contraddistingue tutti i vini di Arianna Occhipinti? Eleganza, sincerità e animo sanguigno.
