
L'agricoltura biodinamica è parte integrante, naturale punto d’approdo dell’azienda Foradori, evoluzione fisiologica degli sforzi messi in atto dalla fondatrice, Elisabetta Foradori negli anni; a partire dall’approccio condiviso con il marito Rainer Zierock, all’incipit di questo progetto oggi portato avanti dai figli Emilio, Theo e Myrta.
L’azienda si è convertita alla biodinamica dal 2002. Questa pratica agronomica si basa sulla ricerca scientifico-spirituale di Rudolf Steiner, il fondatore dell'antroposofia, ed è una tecnica agricola che si distingue per la sua visione dinamica della vita e delle forze cosmiche. Secondo questa visione, tutto ciò che è vita è in costante trasformazione e le forze terrestri influenzano la crescita delle piante.
Gli agricoltori biodinamici applicano le loro conoscenze scegliendo attentamente i momenti per seminare, piantare e raccogliere in base alle influenze cosmiche attive in quel momento. Rispetto all'agricoltura biologica, con la quale condivide una visione olistica e l'astensione dall'uso di preparati di sintesi e la preferenza per le specie locali, l'agricoltura biodinamica incorpora anche una considerazione della realtà soprasensibile e cosmica.
L'agricoltura biodinamica si basa sul principio che il terreno, le piante, gli animali e gli esseri umani operino insieme in un ciclo agricolo unitario, riflettendo il concetto di azienda agricola come organismo. Questo principio è fondamentale e trae ispirazione dal "Corso di Agricoltura" di Steiner.
Per questo una vera azienda biodinamica, come un organismo, pone in stretta relazione terreno, vegetali, animali, uomini, elementi naturali, in un’organizzazione autarchica ma collegata all’ambiente circostante, agli elementi naturali, al cosmo.






Le superfici aziendali coltivate sono di 29,5 ettari a vite, 0,4 ettari di orto, 11 ettari di bosco e 6 ettari di prati.
All'interno della superficie totale convivono 12 alveari, 14 bovini di razza Grigio Alpina e 4 maiali in allevamento semi-brado. I bovini, in particolare, forniscono la sostanza organica per la concimazione delle viti, anche pascolando direttamente tra i filari, nonché il fertilizzante naturale per gli orti. La concimazione è però affidata anche a compost a base di vinaccia, raspi, scarti di potatura da vite e sovescio.
La produzione vinicola è di 180.000 bottiglie. Mentre gli orti che forniscono una produzione di vegetali, soprattutto invernali, sono utilizzati per l’autoconsumo, la vendita alla ristorazione, il mercato e la trasformazione in kimchi e giardiniere, cioè composte di vegetali in agrodolce, (esco per un momento dalla freddezza dei dati per dire che la giardiniera è davvero incredibile, con un sapore autentico di verdura e una croccantezza disarmanti) oltre che conserve varie, tra le quali, cotogne, rape all’agro, crauti.
Dai maiali allevati si ottengono: lardo, speck, pancetta, salami, cotechini e coppe. E dalle api il miele. Recentemente è stato sviluppato con grande impegno il caseificio, che trasforma il latte delle mucche da pascolo e pascolo alpino, affinati in parte in grotta. I formaggi sono a latte crudo, senza impiego di fermenti selezionati. Sono formaggi liberi, ma eseguiti con grande capacità, classe e conoscenza tecnica molto approfondita. Riflettono lo stile di tutta l’azienda, che non si limita alle dichiarazioni di intenti, ma persegue ogni produzione in maniera etica, approfondita, contemporanea.