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Vini Pop: la nuova linea firmata Radikon che parla di Collio, confini e nuove sfide

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Vini Pop: la nuova linea firmata Radikon che parla di Collio, confini e nuove sfide

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La cantina Radikon presenta i nuovi vini POP, un rosso e un bianco, caratterizzati da brevi macerazioni e affinamenti in acciaio, vini che parlano di storia e geopolitica.

Nella regione vitivinicola che prende il nome di Collio o Brda, in base a dove ci troviamo rispetto al confine, si trova una cantina che non ha bisogno di grandi presentazioni: Radikon.

Terra di macerazione e lunghe estrazioni, questo territorio raccoglie grandi eccellenze italiane e slovene. Perché non importa da che parte del confine ci troviamo, per capire il comune denominatore di questi vini, dobbiamo guardarci i piedi. Camminiamo su un suolo composto da un’alternanza tra marna e arenaria chiamata Ponca, formatosi nel periodo eocenico, da bacini sedimentari che hanno determinato alternanza di strati più morbidi e più duri.
Tra le zone che hanno una strutture geologica simile troviamo BaroloChablis e Sancerre: zone d’elezione riconosciute a livello mondiale per la produzione vinicola.

La cantina Radikon si trova in una delle regioni vitivinicole più ad est d'Italia, soltanto a qualche chilometro dal confine. Un confine che è sempre stato percepito come la forzosa divisione di un’area dalla stessa identità territoriale e da qui l’idea di andare oltre e ampliare i confini aziendali. Già all’epoca si era posto questo problema Stanko Radikon, che scrisse al Ministero dell’Agricoltura per capire quale fosse legalmente la strada da seguire. La risposta che ricevette, come spesso accade quando si cerca di capire la burocrazia, fu particolarmente enigmatica “Fate come avete sempre fatto”. Così il progetto di ampliarsi in Slovenia si fermò.

La svolta avviene ultimamente con un colpo di fortuna: un amico di famiglia che decide di lasciar loro in gestione un vigneto di cinque ettari oltre il confine. Ma le vigne vecchie, si sa, portano sempre delle sorprese: non solo Tocai Friulano, Ribolla e Merlot, ma anche Cabernet Sauvignon, Malvasia Istriana e qualche filare di Moscato Giallo. Nasce così l’idea di rimettersi in gioco, vinificando con macerazioni più brevi e utilizzando contenitori diversi da quelli utilizzati abitualmente per preservare i profumi e gli aromi dei nuovi vitigni.

Ivana, la più giovane in famiglia, ha un’intuizione: fare vini più immediati, giovani e popolari. Una linea per chi si approccia a bere per la prima volta i vini della cantina Radikon. “L’idea di avere uve nuove con cui lavorare è stimolante e l’abbiamo presa come una sfida. Inoltre volevamo, dichiarando la provenienza slovena delle uve, far vedere che questa non è un vincolo ma una risorsa. Questo vino è dedicato al confine e a tutti i popoli che lo hanno vissuto e attraversato. I due uvaggi, rosso e bianco, portano in loro le varietà autoctone e quelle internazionali portate dalle persone che sono passate e che passeranno ancora.”

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