
Le Triple “A” si allargano, con due nuovi nomi che arricchiscono la nostra selezione di vini! Stessa visione d’intenti e stessa filosofia, in vigna e in cantina, sono alla base della nostra selezione per i vignaioli delle famiglia degli Agricoltori Artigiani Artisti. Diamo così il benvenuto a Paolo Veglio di Cascina Roccalini e André-Jean Morin e sua moglie Héléana del Domaine de la Touraize.

Siamo ad Arbois, nella chiacchierata regione dello Jura in Francia, è qui che André-Jean Morin e sua moglie Héléana portano avanti l’antichissimo Domaine di famiglia. Otto generazioni di vignaioli si sono susseguite nella cura dei vigneti della tenuta, una storia antica che ha rischiato di sparire con il nonno di André-Jean. Prima con la vendita delle uve alla cooperativa di paese, poi con la vendita della maggior parte dei vigneti. Sarà soltanto la lungimiranza del padre di André-Jean a salvare il Domaine, riacquistando parte dei vigneti e dedicandosi alla ripresa della tradizione familiare. Le uve coltivate sono quelle tipiche della zona, gestite con attenzione e con trattamenti limitati a zolfo e rame, e danno vita ad espressioni eleganti come per il Ploussard vinificato con lo stile del Beaujolais, il Trousseau materico e speziato, il savagnin in stile ouillé e pas-ouillé e l’esile e burroso Chardonnay. Chiudono la proposta il Crémant da uve chardonnay e savagnin e il mitico Vin Jaune.

Il nostro secondo produttore arriva invece dalla Langa: Cascina Roccalini è il progetto di Paolo Veglio situato poco sotto Barbaresco. Tutto inizia vent’anni fa, quando un giovanissimo Paolo decide di scommettere sulle uve di famiglia, dedicandosi alla loro vinificazione. Decide così di interrompere la vendita delle uve e valorizzare le singolari espressioni che regalavano i suoi vigneti. Dai circa nove ettari di vigna posizionati sui suoli bianchi della Langa proviene il nebbiolo, uva principe del territorio, che in cantina prende due diverse strade. I grappoli delle piante più giovani confluiscono nel Langhe Nebbiolo, che prevede una vinificazione esclusivamente in cemento, volta a esaltare il frutto nella sua più pura espressione. Da viti di oltre 25 anni di età, provengono invece le uve volte a diventare Barbaresco, in seguito a un periodo di affinamento minimo di due anni nelle tradizionali botti grandi di rovere del territorio.