
La famiglia degli Agricoltori, Artigiani, Artisti cresce ancora, questa volta aggiungendo un nuovo tassello che completa il panorama delle sottozone principali della Borgogna. Dopo Alice e Olivier De Moor a Chablis, Gilles Ballorin nella Cote de Nuits, Pierre e Anne Morey nella Cote de Beaune e la famiglia Guillemot-Michel nel Maconnais, è il turno di Pierre Etienne Chevallier, nuovo volto dello storico Domaine de La Monette, a Mercurey, nella Cote Chalonnaise.
La Cote Chalonnaise, che deve il suo nome alla città di Chalon-sur-Saone, è una zona della Borgogna che si estende a sud della Cote d’Or, con cui condivide molte delle caratteristiche morfologiche a livello dei suoli. La parte settentrionale è rappresentata dalle tre principali AOC: Bouzeron, dedicata alle migliori espressioni di aligoté di tutta la Borgogna, Rully, “naturale prolungamento” della Cote de Beaune dove trovano spazio sia pinot noir che chardonnay, e Mercurey, dove ha sede il Domaine de la Monette e il pinot noir restituisce grandi risultati sui suoli marnosi e calcarei. Scendendo verso sud, si incontrano poi le AOC Givry e Montagny, denominazioni dove Pierre Etienne si è messo alla ricerca di nuovi vigneti per poter offrire un vero e proprio ritratto “a tutto tondo” della Cote Chalonnaise.
Pierre Etienne Chevallier acquista il Domaine de la Monette, pochi mesi prima del nostro primo incontro, a dicembre 2022. I precedenti proprietari, Roelof Ligtmans e Marlon Steine, avevano già cominciato ad applicare i principi dell’agricoltura biologica nel 2009, per poi ottenere la certificazione nel 2013. Ma è l’arrivo di Pierre Etienne alla guida de La Monette, complici le sue precedenti esperienze presso i Domaine Paul Pillot, La Vougeraie e Celliers aux Moines, a segnare un importante cambio di passo. In campo, grazie anche all’integrazione di alcuni principi dell’agricoltura biodinamica, il lavoro si concentra sull’aumento dell’attività microbiologica a livello del suolo e della biodiversità vegetale nel vigneto. La convinzione di Pierre Etienne, infatti, è che solo attraverso un’agricoltura virtuosa sia possano portare in cantina uve che, vinificate parcella per parcella, siano capaci di rappresentare l’identità di ogni singolo terroir.
Mentre il lavoro di Pierre Etienne si concentra nel recupero di vigneti nelle AOC di Rully, e Montagny, debuttano nel catalogo Triple “A” le sue prime tre etichette. Si comincia dal Bouzeron Les Fias, un aligoté in purezza ottenuto da una piccola parcella di quattromila metri quadrati su suoli calcarei, vinificato e affinato in vecchie botti da 400 e 500 litri, che spicca per freschezza e sapidità, che si combinano con una profondità che solo i terreni di Bouzeron riescono a imprimere a questo vitigno. Al suo fianco, il Bourgogne Cote Chalonnaise Chardonnay, nella forma di denominazione regionale, proveniente sempre da vigneti all’interno della AOC Bouzeron, dove le argille bianche miste a calcare restituiscono uno chardonnay lungo, grasso ed elegante. Chiude le fila il Mercurey Le Saut Muchiau, proveniente da viti di pinot nero di cinquanta anni di età coltivate su argille rosse e calcare, per un vino sapido, sanguigno, di grande stoffa.