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Voyage en amphore: la verticale dell’En Sol di Domaine De La Tour Du Bon

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Voyage en amphore: la verticale dell’En Sol di Domaine De La Tour Du Bon

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Alla scoperta di Agnès Henry, vignaiola del Domaine De La Tour Du Bon, e la sua mourvèdre in anfora: un’espressione di eleganza e finezza tra i Bandol Rouge. Un viaggio attraverso le anfore provenzali per questa verticale di En Sol.

A dire Provenza la mente già corre ad una bottiglia di rosé: elegante, tra aromi floreali e agrumati, con quel pizzico di sale sulla lingua che invoglia a riempire il calice nelle calde giornate estive.
Nell’AOC di Bandol, tra Marsiglia e Tolone, Agnès Henry porta avanti la tradizione vinicola provenzale principalmente tra bianchi e rosati e una piccola percentuale dei potenti rossi affinati in legni grandi. In cantina le vinificazioni non sono interventiste e le viti godono dell’influsso mitigatore del mare e della luce del sole della riviera. Questo fino al 2012, quando alla fiera "Le Vin de mes Amis" Agnès incontra la signora del Teroldego, Elisabetta Foradori, e attraverso i suoi vini si innamora delle anfore.
Il mondo, per come lo conosce Agnès, si apre di nuove possibilità.
“L’anfora è un grande regalo che Elisabetta mi ha fatto, forse, senza rendersene conto. E penso che sia arrivato anche in un buon momento, dopo 25 anni di vinificazione è stato bello rimettersi in gioco e riscoprire il vino”.

Ma Agnès non scopre con Elisabetta soltanto le vinificazioni in anfora ma anche una nuova sfaccettatura di uno dei vitigni simbolo della zona. Infatti la mourvèdre, conosciuta anche come “ il cabernet del sud” per il suo animo selvatico e verde, è un pilastro dell’AOC Bandol Rouge in cui rientra Domaine de La Tour du Bon. Questo vitigno, apprezzato per dare vita a vini asciutti e corposi, viene ingentilito dalla grenache proprio per domare la caratteristica rusticità. I vini che ne derivano sono eredi di una tradizione fatta di grandi estrazioni e lunghi invecchiamenti in botti che ne garantiscono la capacità di resistere al tempo.
Dall’incontro tra la mourvèdre e le anfore spagnole nasce En Sol, un’espressione del vitigno nuova.

Quando Agnès fa assaggiare i campioni ad amici e colleghi vignaioli lo stupore è generale: i tannini si sono ingentiliti e il vino non assomiglia alle più classiche espressioni di Bandol. La componente territoriale e l’anima del vitigno continuano ed essere presenti, ma l’utilizzo dell’anfora restituisce al vino una grande vitalità.

En Sol è un vino etereo, fiero, ribelle: una verità altra rispetto a ciò che si fa a Bandol” racconta Agnès e infatti si discosta dalla tradizione. Qui la mourvèdre è utilizzata in purezza e Agnès è l’unica in zona a impiegare le anfore e a protrarre la macerazione sulle bucce per sei mesi. Il risultato è sorprendente: un vino materico e tannico, ma fresco e soprattutto elegantissimo. Capace di interpretare il lato corpulento e caldo dei rossi del territorio, ma con un passo leggero, complici anche i suoli calcarei che apportano verticalità e tensione minerale.
Se i classici Bandol risultano essere vini massicci, in parte per il vitigno e in parte per il lungo affinamento di minimo diciotto mesi in botte, assaggiando l’espressione in anfora troviamo nel calice un vino più fresco ed elegante, che con qualche anno di affinamento in bottiglia rivela il meglio di sé.

All’interno del listino delle Triple “A” possiamo ripercorrere nel calice gli ultimi cinque anni dell’En Sol di Domaine De La Tour Du Bon.

La 2021, l’annata più recente, è stata caratterizzata da un millesimo incredibilmente secco con un record per assenza di precipitazioni e rese mediamente basse. Apre con un frutto goloso e si presenta come una mourvèdre fine ed elegante, che chiude tagliente con la tannicità tipica del vitigno.
La 2020 è stata un’annata classica, in cui le stagioni si sono scandite regolarmente, la primavera ha regalato un apporto idrico regolare, l’estate non troppo calda e la siccità nella media. L’En Sol di questa annata si rivela più fresco rispetto alla precedente, con tannini più integrati e distesi.
L’annata 2019 è stata caratterizzata dal clima tipico di Bandol e del sud della Francia con un’annata secca e basse rese, e si presenta nel calice una mourvèdre dal naso suadente che richiama le amarene e la violetta, più scalciante e nervosa e con una leggera volatile che ne garantirà ancora una lunga vita in bottiglia.
La 2018 ha visto dopo tre anni di siccità il ritorno delle piogge, che hanno ridato vita alle vigne e portato rese generose. Questo En Sol perde leggermente un po' di frutto per guadagnare in speziatura, il tannino è ampio, una mourvèdre più aperta e morbida.
L’annata 2017 ha concluso un triennio incredibilmente secco e siccitoso che ha fortemente provato le rese e le vigne, il vino infatti si presenta caldo e mediterraneo. In questa annata il frutto si è asciugato e prende sentori di uva passa, che raccontano l’annata calda, lo stress idrico delle piante e l’anima della mourvèdre. Un’espressione elegantissima in cui l’acidità si perde ma si mantiene un’incredibile freschezza.

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