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Maison Stéphan: la nuova perla della Côte-Rôtie entra nella famiglia Triple "A"

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Maison Stéphan: la nuova perla della Côte-Rôtie entra nella famiglia Triple "A"

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Triple “A” da il benvenuto a Maison Stéphan, la nuova perla della Valle del Rodano, che ci regala la quint’essenza della Côte-Rôtie, con vini energici, fini ed eleganti per espressioni autentiche del territorio.

Se ci chiedeste una frase per descrivere i vini di Maison Stéphan, potremmo dilungarci in lunghi discorsi e utilizzare mille aggettivi diversi che finirebbero solo per essere riduttivi, se presi singolarmente. Vi daremo quindi un’unica definizione, capace di racchiuderli tutti: sono vini da aspettare.

Un’attesa che vale la candela, d’altronde, come la storia della Côte-Rôtie, la terra madre di questi vini che ha dovuto attendere centinaia di anni prima di essere riconosciuta per le caratteristiche uniche del suo territorio.

Ci troviamo in un’area vitivinicola che sposa i suoli scuri, argillosi e ferrosi della Côte Brune con i terreni più chiari, calcarei e sabbiosi della Côte Blonde: due zone estremamente diverse a livello di composizione di suolo, ma dalla morfologia simile, che unisce pendenze ripide e scontrose, da viticoltura eroica, con altre colline più dolci e accomodanti. I famosi “opposti che si attraggono”, che grazie alla loro diversità ci regalano una gamma di vini di incredibile finezza, forza ed eleganza.

È proprio qui, lungo la valle del Rodano che inizia la storia di Maison Stéphan, una delle realtà che hanno contribuito a riportare al centro l’identità più autentica della Côte-Rôtie, oggi fra le più riconosciute per la produzione di Petit Serine, Viognier e Syrah: il cuore dei vini della Maison.

Come abbiamo detto però, i successi richiedono attesa, volontà e anche un pizzico di fantasia.

Se vi dicessimo, per esempio, che nell’Ottocento, l’azienda di famiglia lavorava terreni coltivati quasi esclusivamente a frutta e ortaggi e altri addirittura comprati “svenduti” per via delle loro forti pendenze?

Jean-Michel Stéphan, ricorda così il lavoro dedito del nonno, che dalle proprietà familiari lungo il Rodano riusciva ogni anno a vendere “nove vagoni ferroviari stracolmi di albicocche!”. Gli stessi terreni che gli avevano permesso di acquisire a pochissimo anche alcuni dei ripidi pendii della Côte-Rôtie, allora considerati troppo scomodi e poco redditizi da coltivare. Chi l’avrebbe mai detto che tra questi si trovava la parcella oggi conosciuta come Les Binards?

Ma facciamo un passo indietro:

Avendo respirato aria di agricoltura fin da piccolo, Jean-Michel lascia la famiglia da adolescente per andare a lavorare nei vigneti del Beaujolais, dove approfondisce il suo interesse per la viticoltura e la vinificazione. Nel 1986 pianta le proprie vigne e nel 1991 fonda la Maison «Jean-Michel Stéphan», con una prima vendemmia da appena due ettari di Côte-Rôtie. Nel 1994 arrivano le prime bottiglie.

Fin dagli inizi sceglie di coltivare nel rispetto della natura e di vinificare senza aggiunte, una scelta tutt’altro che comune nella regione all’epoca. È proprio in questo percorso che, alla Brasserie Cantillon, incontra Marcel Lapierre e altri pionieri del vino naturale, scoprendo di non essere solo nella sua ricerca e trovando nuovo slancio per proseguire sulla strada intrapresa. Dopo anni di sperimentazioni, Jean-Michel perfeziona il proprio stile e nel 2017 il figlio Romain entra in azienda: la tenuta diventa Maison Stéphan. Insieme ampliano i vigneti oltre la Côte-Rôtie fino al 2022, quando entra nel progetto anche il secondo figlio, Dorian.

Romaine e Dorian sono estremamente meticolosi e preparati. Guidano oggi insieme al padre l’intero processo con un’ulteriore attenzione e uno stile ancora più preciso, volto a portare nel calice un prodotto sempre più vicino alla pura espressione e diversità dei singoli terroir.

La Maison coltiva attualmente cinque ettari di Côte-Rôtie, tra Côteaux de Bassenon, Côteaux de Tupin, dove si trova anche Les Binards, e una piccola parcella nella Côte Brune. Le vigne, lavorate interamente a mano, vengono vinificate separatamente senza aggiunta di lieviti, enzimi o SO₂.

Dopo oltre trent’anni di vendemmie, Jean-Michel e i figli continuano a perseguire la stessa idea di vino: intervenire il meno possibile, lasciando che siano la vigna, l’annata e il luogo a esprimersi nel bicchiere. Anche grazie all’attento lavoro della nuova generazione, possiamo dare una nuova definizione ai vini di Maison Stéphan, riconoscendoli come la quint’essenza della Côte-Rôtie: per il patrimonio delle vigne antiche, per le conoscenze tramandate, e per la cura sempre maggiore nella ricerca di un vino autentico, che nasce da un equilibrio tra energia e trascendenza.

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