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Da un giardino incantato nella Valle del Cinti: Jardín Oculto vi farà riconsiderare tutto ciò che sapete sulla viticoltura

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Da un giardino incantato nella Valle del Cinti: Jardín Oculto vi farà riconsiderare tutto ciò che sapete sulla viticoltura

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Nella Valle del Cinti, in Bolivia, esistono vigneti in cui le piante crescono libere sugli alberi e senza forme di allevamento si arrampicano verso il cielo.

È in questo luogo straordinario che nasce Jardín Oculto, un progetto vitivinicolo fondato da María José Granier nel 2019. La sua storia comincia però molto tempo prima. María proviene da una famiglia da sempre coinvolta nel mondo del vino: all’inizio del ‘900 Julio Ortiz Linares, il suo bisnonno, e suo nonno Luis Granier furono i pionieri della vitivinicoltura nella Valle del Cinti alla guida della storica cantina San Pedro. Nel 1982 Luis Granier si trasferisce a Tarija e fonda la cantina Casa Real. María così cresce ascoltando i racconti dei suoi avi sulle vigne, la vita e la storia della Valle del Cinti.

Quando nel 2014 María José arriva nella valle vede piccoli vigneti di viti antichissime, molte delle quali superano anche i 200 anni d'età, che crescono maritate agli alberi, sopravvissute alla fillossera e ad altre malattie. Maria capisce subito il valore e l’importanza di questi monumenti naturali che diventano per lei il cuore di Jardín Oculto.

Preziose non solo per l’età ma anche da un punto di vista antropologico: queste piante hanno prosperato grazie alle cure tramandate unicamente per via orale di generazione in generazione dai vecchi contadini locali, che ne sono ancora i legittimi proprietari e che oggi lavorano in totale sinergia con María José.

I nomi di questi luoghi incantati sono San Roque, Lumen, Molle Pampa e Los Membrillos. Ci troviamo a 2.300 metri di altitudine, lungo i lati del Rio Grande, dove l’aria secca, la forte irradiazione solare, l’assenza praticamente totale di malattie e le esondazioni ricorrenti del fiume giocano un ruolo essenziale nella coltivazione della vite e nell’ottenimento di uve perfettamente sane ed equilibrate.

Le viti sono libere di arrampicarsi sugli alberi raggiungendo fino a 4 metri di altezza, senza una forma di allevamento prestabilita. Attorno ai fusti razzolano le galline e brucano le pecore: l’insieme è molto più simile a un giardino selvaggio che non a una vigna convenzionale. La bellezza di questi luoghi nascosti e quasi segreti custoditi tra le montagne ha segnato proprio il nome del progetto che prende il nome di Jardín Oculto.

Dalla varietà a bacca bianca più diffusa nel giardino di San Roque nasce il Moscatel de Alejandría di Jardín Oculto, un bianco di carattere e finezza, salino, teso ed equilibrato negli aromi tipici dell’uva.

Per la sua produzione, le uve vengono raccolte e trasportate di notte verso Tarija, a circa 1.900 metri sul livello del mare, affrontando un viaggio di 4-5 ore attraverso un valico montuoso di oltre 3.000 metri. Le rigide temperature della notte andina consentono ai grappoli di giungere in cantina naturalmente freschi, ad appena 4-5°C.

Qui le regole sono poche e improntate al massimo rispetto della materia prima. La fermentazione, che prende avvio dopo una pressatura lenta e delicata delle uve solo pigiate, è affidata esclusivamente ai lieviti spontanei e ha luogo in uova di cemento per sette giorni a temperatura ambiente. Dopo la decantazione, l’affinamento prosegue in uova di cemento per otto mesi, prima di un passaggio in acciaio e di un’ulteriore sosta in bottiglia per quattro mesi.

Il risultato nel calice regala note di fiori bianchi, miele, zagara e scorza d’arancia che identificano una bevuta fresca e cremosa, per nulla stucchevole, valorizzata da un finale acido e sapido dove le erbe aromatiche rimangono ben in evidenza.

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