Una nuova Triple "A" dal nuovo mondo

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Una nuova Triple "A" dal nuovo mondo

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L'inaspettato incontro tra le Triple "A" e Bodega Chacra: il progetto visionario di Piero Incisa della Rocchetta in Argentina entra a far parte della famiglia degli Agricoltori, Artigiani, Artisti.

Se si parla degli Incisa della Rocchetta, il pensiero non può che andare a Bolgheri, dove il Marchese Mario diede vita negli anni ’40 a un vino destinato a cambiare le sorti e la storia del vino italiano, il Sassicaia. Dal ’68, la prima annata commercializzata, a oggi le cose sono cambiate. Nonostante il Sassicaia sia ancora una vera e propria icona e continui a vincere premi e riconoscimenti in tutto il mondo, una nuova scuola del vino è andata affermandosi, staccandosi da un modello di vini che il Sassicaia ha sempre incarnato: vitigni internazionali, stile di grande concentrazione e affinamento in barrique nuove. Nel frattempo la nascita del movimento del vino naturale si è inserito all’interno di questa nuova scuola, facendo dei vitigni autoctoni, dell’approccio sostenibile in vigna e delle fermentazioni spontanee in cantina i suoi punti di riferimento principali e dando vita a una nicchia produttiva che oggi è sempre più presente e pronta a rappresentare il futuro del vino.

Perché vi raccontiamo questa storia? Perché le storie delle Triple "A" e degli Incisa della Rocchetta si incrociano. Per capirlo è però necessario tornare al lontano 2003, quando le Triple “A” erano appena nate e farmi conoscere Piero Incisa della Rocchetta, il nipote di Mario.

Piero nel 2003 durante una degustazione a New York si imbatte in un pinot nero argentino della regione di Rio Negro, in Patagonia, ed è amore a prima vista. Piero non ci pensa due volte e parte in direzione del terroir di Mainqué dove trova un paesaggio unico: viti a piede franco da selezione massale risalenti al 1932, uve dall’immenso potenziale qualitativo, luminosità vibrante, forti venti e acqua pura. Tutto ciò è sufficiente per far capire a Piero che questa sarà la casa che ospiterà la sua nuova passione. Piero non ha bisogno di mentori, ne ha già avuto uno: il nonno Mario che gli ha fatto capire l’essenza dei vini di qualità e il rispetto e il senso di responsabilità nei confronti della natura.

Così nel 2004 Piero dà vita a Bodega Chacra. Sin dal principio consapevole di avere a che fare con un terroir di estrema qualità sceglie la via della sinergia con la natura. Così abbraccia dapprima una conduzione agronomica biologica, per poi cominciare a seguire i precetti dell’agricoltura biodinamica. In questo modo Piero è consapevole di poter portare in cantina grappoli perfetti, di grande qualità e densi di lieviti naturali. Anche in cantina infatti, la scelta è quella di accompagnare l’uva nella sua naturale trasmutazione in vino. Di certo il savoir-faire di Piero è essenziale perché questo accada: le fermentazioni sono totalmente spontanee e il vino non viene né chiarificato, né filtrato per non privarlo di materia, grassezza e identità. Dopo qualche anno di affinamento in barrique Piero imbottiglia i suoi vini, per la maggior parte chardonnay e pinot noir, fatta eccezione per un malbec, che rispecchiano alla perfezione la meraviglia di questo terroir oltreoceano.

Così le Triple “A” e Piero, quando si sono incontrati si sono riconosciuti a vicenda in un’ideologia di vino comune. L’intesa ci ha riportato nuovamente ad accogliere nella nostra famiglia vini del cosiddetto nuovo mondo. Purezza, trasparenza, libertà espressiva ed eleganza: questi sono i riflessi del lavoro di Piero nei calici dei vini di Bodega Chacra.

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