Lo Scapigliato di Calafata: un vino figlio dei fiori

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Lo Scapigliato di Calafata: un vino figlio dei fiori

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Quando un vino è uno spirito libero c’è poco da fare: dalla Scapigliatura a Woodstock, fino alla Lucchesia: lo Scapigliato della Cooperativa Agricola e Sociale Calafata conquista il cuore di chiunque lo assaggi.

Durante gli anni settanta dell’Ottocento in Italia andò formandosi un movimento artistico e letterario che prese il nome di Scapigliatura, ispirandosi al disordine e all’anticonformismo degli artisti bohèmiens francesi. Se gli scapigliati, che a quanto pare non erano soliti trattenersi sul consumo di vino, potessero oggi scorrere tra le pagine del catalogo Triple “A”, siamo certi che si soffermerebbero sullo Scapigliato della Cooperativa Agricola e Sociale Calafata, non tanto perché porti lo stesso nome del loro movimento artistico, quanto perché ne ritroverebbero i valori fondamentali su cui esso si poggia.

Irriverente, ribelle per natura e provocante, lo Scapigliato è un vino di profonda libertà, godereccio, adatto ad ogni momento e ad ogni situazione, frutto di un abile taglio tra vitigni aromatici rossi e una punta di sangiovese a dargli grinta e carattere. “Vino da Merenda” lo definiscono Mauro, Daniele e Maik in etichetta, per il suo basso grado alcolico e la sua leggiadria, che non intaccano, anzi ne esaltano la sua profonda personalità. Stappandolo, sul sughero, troverete una piacevole sorpresa, i due motti di Calafata “In ground we trust”, ma soprattutto “Make wine, not war: da Woodstock alla Lucchesia il passo è breve, un vino figlio dei fiori che è un vero e proprio urlo di libertà: libidine pura!

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