I vini da merenda

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I vini da merenda

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Una guida dei vini Triple “A” perfetti per gli aperitivi anticipati in attesa della primavera: vini naturali, freschi, succosi e da merenda.

Finalmente le giornate tornano ad allungarsi e i primi soli si affacciano a illuminare e a riscaldare timidamente i nostri pomeriggi. La primavera batte forte alle porte di tutto lo stivale e la voglia di uscire all’aria aperta si fa sempre più sentire. Se però i bar sono ancora costretti a chiudere i battenti alle 18, siccome rinunciare alla nostra voglia di aperitivo non è un’opzione neanche contemplata, non ci resta che anticiparlo. Infatti non è mai troppo presto per cominciare a bere, soprattutto se si tratta di vini naturali freschi e beverini, che invece che piegare in due la giornata, la raddrizzano e ci accompagnano verso sera in attesa di tempi migliori. Le Triple “A” presentano i consigli per le vostre merende e i pic nic dei pomeriggi fuori porta: che siate su una spiaggia, sotto le fronde di un albero in mezzo alla campagna o nel bel mezzo di un parco cittadino, i vini da merenda sono il modo migliore per dare il benvenuto all’imminente nuova stagione.

Poche bottiglie fanno primavera come le bolle, soprattutto i rifermentati a bassa pressione: snelli, scattanti e senza fronzoli. E in materia non si può competere con quelli di Monte dei Roari, Alessia Bertaiola infatti dà a vita a quattro diverse versioni bollicine fragranti, agili e senza solfiti aggiunti che accontentano tutti i palati. Dallo Sciandoné a base chardonnay, al Tribolà 100% pinot grigio, fino al Sortie assemblaggio di uve locali e all’imbattile Rossanel, una rossanella in versione rosata. Buoni, di grande beva e basso grado alcolico. Un consiglio? Radunate tre amici, mettete in tavola due olive, qualche tarallo e un mazzo di carte, poi stappateli uno dopo l’altro! Divertimento assicurato.

Se invece andate alla ricerca di qualche bolla più seriosa, magari capace di accompagnare un aperitivo più sostanzioso ed elaborato, la scelta si fa ancora più ampia. Dal Bellotti Boll di Cascina degli Ulivi, che con le sue sfumature aromatiche e il piccolo residuo zuccherino si sposa alla perfezione con un hummus di ceci o una caponata agrodolce alla siciliana, al Miau, il metodo ancestrale di Pranzegg da provare con due o tre tome di diversa stagionatura, fino a un H Bianco Sur Lies del Castello di Lispida, sposo perfetto per una frittura di alici o di verdure appena tolte dall’olio bollente. In tutti i casi non avrete bisogno neanche di un cavatappi, per far saltare il tappo a corona è sufficiente un accendino, una forchetta o il bordo di un tavolo.

Vino da merenda

Chi non ama le bolle può rivolgersi al mondo dei bianchi che offre altrettante sfaccettature. Si passa dalla sincerità di aromatico come il Renosu Bianco Dettori, che rivela inaspettata piacevolezza sia con un semplice pecorino che con un aristocratico foie gras, alla sapidità e alla drittezza di un Muscadet Classic di Domaine de l’Ecu o di un Belo di Slavcek nel comodo formato litro (per più persone o per grandi bevitori) che danno il loro meglio con i frutti del mare, specialmente con le ostriche. Chi non ha tempo né voglia di mettere il vino in frigo, può invece andare per un macerato, gli orange wine sono al top della forma a temperatura cantina. Provate la Cerretina di Pacina, uno dei più grandi bianchi toscani, magari in format magnum, così da poter inoltrare la merenda fino a cena passando da qualche verdura cruda a dei salumi fino a un bel piatto di pici al ragù bianco.

Nel panorama vitivinicolo del naturale però si affaccia anche sempre più prepotente la nuova categoria dei rossi leggeri e croccanti, veri e propri vini da mordere che performano alla grande dopo una breve sosta in frigorifero. Per i più estremisti bisogna cominciare dal Pampaneo Ecologico Tempranillo di Esencia Rural che accompagnato da polpette e crocchè fritte vi farà alternare sorsi e morsi. Chi adora i classici invece può puntare su un Sarvanét di Bera, un dolcetto dalla beva inconfondibile che accompagna sia antipasti della tradizione piemontese come vitello tonnato e insalata russa sia salumi, formaggi o panzanelle toscane. Per chiudere invece non può mancare il capostipite per eccellenza dei vini per merenda, lo Scapigliato di Calafata. Del resto è proprio l’etichetta a definirlo tale. Leggero e sbarazzino, un rosso da tutte le ore dal basso grado alcolico e dall’alto tasso di bevibilità: la versatilità fatta a bottiglia. Provatelo con una fetta di pane e salame: un inno alla semplicità.

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