ABC e Herrenhof Charta: denominazione e disciplinare di Gottfried Lamprecht

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ABC e Herrenhof Charta: denominazione e disciplinare di Gottfried Lamprecht

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Dalla presa in gestione dell'azienda agricola di famiglia a self-made vigneron: Gottfried Lamprecht e le garanzie di origine e produzione in etichetta.

Di etichette ne esistono di tutti i tipi: dalle più classiche a quelle pop, dalle più seriose a quelle irreverenti, dalle più minimaliste a quelle che straripano di informazioni. "L’abito non fa il monaco” recita il detto e con ogni probabilità il discorso è valido anche per il vino. Ciò nonostante, soprattutto se ci si trova davanti a scaffali pieni, il più delle volte l’etichetta gioca un ruolo cruciale nella scelta di una bottiglia piuttosto che di un’altra

A saperlo bene è Gottfried Lamprecht, che studia e sperimenta diverse forme di design sin da quando ha convertito l’azienda frutticola di famiglia; non solo trasformando i meli in viti, ma soprattutto cambiando radicalmente approccio agricolo. “Come ho voluto fare il mio vino, ho pensato che fosse fondamentale che mi occupassi anche dello studio del design di ogni singola bottiglia” ci spiega “E siccome ogni annata è diversa dalle altre, ho voluto che ogni millesimo avesse una grafica diversa, senza perdere in riconoscibilità

Gottfried è riuscito a farlo con l’aiuto di Armin Karner, nonostante continui ad estendere l’invito a vari illustratori di progettare nuovi design che si addicano allo stile dei suoi vini. Eppure i tratti più interessanti delle etichette dell’Herrenhof si nascondono nel retro, rappresentati da alcuni piccoli loghi

Gottfried quando ha deciso di diventare vignaiolo di vino ne sapeva poco o nulla. Del resto espiantare mele in Stiria per dedicare la terra al vigneto non rappresenta di certo la norma. “A parte un corso da frutticoltore non avevo idea di come cominciare” racconta divertito non avevo maestri o modelli a cui ispirarmi e per questo mi sono dato delle regole da solo

“Tutto nasce dalla convinzione che oggi viticoltura e vinificazioni sono caratterizzate da uniformità e inespressività. Ecco perché ho deciso di imporre il mio concetto di qualità che mette in primo piano l’origine e il vino naturale”. 

Così, se Gottfried da un lato ha creato l’ABC, la sua personalissima Appellation Buchertberg Controlée a garanzia della provenienza delle uve dai vigneti impiantati sull’omonima collina, dall’altra ha personalmente stilato un decalogo sotto il nome di Herrenhof Charta che condivide molti dei suoi punti con il decalogo Triple “A”. E forse è proprio in quel momento che ci siamo resi conto che in Gottfried si nascondeva un vero Agricoltore, Artigiano, Artista. 

La Herrenhof Charta: 

  1. Le uve impiegate provengono esclusivamente dalla collina Buchertberg. 
  2. La difesa delle piante e la cura del suolo sono effettuate nel rispetto di una produzione biologica e rigenerativa certificata. 
  3. La resa vino/ettaro massima è fissata a 45 ettolitri. Meno vino, ma più buono. 
  4. Le caratteristiche del luogo e dell’annata devono riflettersi nel vino. Lo devo alla natura 
  5. Le fermentazioni sono spontanee botte per botte, con i lieviti naturali del vigneto. L’imbottigliamento non viene effettuato prima di settembre dell’anno successivo alla vendemmia e le vendite non cominciano prima di novembre. 
  6. Non sono aggiunti aromi e/o additivi, ma solo solfiti in quantità limitate. 
  7. All’Herrenhof sono impiegati metodi tradizionali. Questo significa lunga permanenza sui lieviti e nessuna filtrazione. 
  8. La massima priorità nel vigneto è il mantenimento e della vitalità e fertilità del suolo. 
  9. Promuoviamo la diversità delle specie di animali e piante in vigna. 
  10. Non viene fatto alcun uso dell’ingegneria genetica. Ma forse questo l’avevate già intuito! 

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