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Un anno di Resistenza Naturale

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Un anno di Resistenza Naturale

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Il racconto della nascita di Resistenza Naturale, il podcast delle Triple “A” che racconta la rivoluzione culturale che ha investito il mondo del vino attraverso la voce degli Agricoltori, Artigiani, Artisti.

Poco meno di un anno fa stavamo comprando registratore e microfoni senza sapere bene a cosa andavamo incontro. Oggi Resistenza Naturale, con undici puntate e a poca distanza dalla fine della prima stagione, è tra i podcast gastronomici più ascoltati su Spreaker.

Ci ricordiamo ancora le mezzore passate negli studi di GenovaRecords a provare e riprovare la registrazione della sigla perché si sa, quando si riascolta la propria voce non si è mai contenti, per non parlare dell’imbarazzo della prima registrazione o di tutte le volte che l’abbiamo riascoltata per decidere dove e cosa tagliare. Ma poi, come in tutte le cose, ci abbiamo preso confidenza e oggi nel momento in cui ci sediamo al tavolo con un produttore e diamo il via alla registrazione non c’è più ansia, ma leggerezza, complicità e un sorriso stampato sulla bocca.

Resistenza Naturale (il titolo è una gentile concessione del nostro amico regista Jonathan Nossiter) è un progetto nato dall’esigenza di creare uno spazio virtuale di incontro con i nostri produttori che fosse capace di restituire la stessa emozione e naturalezza di una chiacchierata durante una visita in cantina. Quando il caso ha voluto che quest’anno abbia “negato” a gran parte di addetti ai lavori e appassionati di muoversi lungo lo stivale a soddisfare le loro curiosità enoiche andando a trovare i produttori, abbiamo capito che l’obiettivo che ci eravamo prefissati era ancora più importante. Ascoltare storie, aneddoti e volontà, mettersi nei panni di chi investe la propria vita nella persecuzione di un ideale, dare una voce a un volto e a un vino: tutto questo è Resistenza Naturale.

Vogliamo rivivere insieme a voi questo primo anno di Resistenza Naturale, ripercorrendo una per una tutte le puntate così che possiate riascoltare la vostra puntata preferita e controllare di non averne persa neanche una!

Mauro Montanaro | Calafata

Alla scoperta di cosa significa investire in agricoltura cominciando da zero e promuovendo allo stesso tempo il recupero di vigneti abbandonati e il reinserimento di ragazzi svantaggiati.

“Calafata è un insieme di ragazzi che a un certo punto della loro vita hanno deciso di cambiarla, scommettendo su un’agricoltura pulita. Io non ho mai fatto l’agricoltore prima della fondazione di Calafata. Basta volerlo, buttarsi, non guardarsi indietro e non farsi troppe domande sul futuro”.

Alessandro Dettori | Tenute Dettori

Tutti i volti di Alessandro: il racconto ironico, sincero e pungente della sua storia, dall’ingresso nelle Triple “A” ai progetti di domani, e della sua idea di vino, da quello di terroir al punk, fino al futuro del naturale.

“Secondo me non può essere naturale un vino che non sa di terroir. È altro, chiamiamolo vino punk. Vogliamo farlo strano? Facciamolo! Se fossi nato a Barolo sicuramente avrei fatto delle cose strane perché la storia di Barolo è già stata scritta da grandissimi produttori. Sono nato in Romangia e ho dovuto rispettare il terroir al 100%”.

Calafata
Dettori

Elena Pantaleoni | La Stoppa

Tra le vecchie mura di La Stoppa per conoscere Elena Pantaleoni, dalla responsabilità di prendere in mano un’azienda agricola a poco più di vent’anni al progetto di vino e di salvaguardia del territorio in Cile, passano per la “moda del naturale”.

“Siamo venuti a Genova io e Giulio, avevamo appuntamento con Luca alle 10 e mezza. Giulio di pomeriggio doveva andare dal dentista, ovviamente l’ha disdetto. Siamo usciti dall’ufficio alle 11 di sera. In hotel siamo svenuti e la mattina dopo abbiamo detto: bene, si inizia con Velier”.

Theo Zierock | Foradori

La rottura con la “nuova tradizione” del Trentino Alto Adige, il tentativo di “corruzione dei giovani vignaioli del luogo e la voglia di sperimentazione del cambio generazionale. Theo Zierock racconta l’azienda agricola Foradori.

“Si pensa che un certo tipo di agricoltura di massa sia economicamente più interessante. Questo può essere vero per regioni dove hai grandi quantità di terreni a relativamente bassi costi. In Trentino Alto lo spazio agricolo è pochissimo, creare dei vini che vanno al supermercato a 3 euro e cinquanta non è proprio economicamente sostenibile”.

La Stoppa
Foradori

Mario Basco | I Cacciagalli

Il recupero della masseria del nonno di Diana, la visione dell’azienda agricola come organismo vivente, la policoltura, la valorizzazione del fiano e le sperimentazioni con le anfore: la scelta coraggiosa di Mario e Diana.

“Per noi I Cacciagalli è stata una scelta coraggiosa. Quattordici anni abbiamo deciso di occuparci a tempo pieno di questa azienda. Coraggiosa nel senso che abbiamo cominciato praticamente da zero. Non c’era nulla, era abbandonata da vent’anni. La nostra azienda si può racchiudere in tre parole: famiglia, coraggio e passione.”

Sasa Radikon | Radikon

Sulla linea di confine tra Italia e Slovenia alla scoperta del terroir di Oslavje e della storia degli orange wine della famiglia Radikon. Le parole di Sasa dal primo ricordo di vendemmia al rapporto con il padre Stanko.

“Durante le vendemmie ho sempre girato per le vigne e mangiato l’uva dalla pianta. Il primo ricordo serio che ho di una vendemmia risale al ’90, avevo 7-8 anni e me la ricordo per un particolare motivo: era la prima volta che guidavo il trattore.”

Cacciagalli
Radikon

Martin Gojer | Pranzegg

Il racconto di Martin alla scoperta della storia del maso Pranzegg, dal conferimento delle uve al primo imbottigliamento. Un ritratto dell’Alto Adige vitivinicolo tra cooperative, vini naturali e vini culturali.

“A me il vino è sempre piaciuto molto, sin da quando ero giovane, ma all’interno della mia casa e della mia regione trovavo vini che mi ubriacavano e non vini che mi dessero degli spunti”.

Andrea Marcesini | La Felce

Tutta la strada percorsa da Andrea Marcesini, dall’anima da agricoltore al percorso di riscoperta di un vino figlio della natura, dalle parole di Luca Gargano a Terra Madre 2001 all’ingresso nella famiglia delle Triple “A”.

“Andai con Andrea Kihlgren nel 2001 a Terra Madre dove sentii parlare Luca. Sulla porta ci siamo messi ad ascoltare, il suo approccio è stato molto prorompente e da produttore anche difficile da capire, ma il suo modo di urlare e di condannare è servito a farci prendere coscienza”.

Pranzegg
La Felce

Arianna Occhipinti | Occhipinti

La Natural Wine di Vittoria, agricoltrice coraggiosa, produttrice di un vino che parla della terra a cui appartiene e delle persone che lo fanno, portavoce di un territorio rinato grazie ai piccoli produttori e che ha saputo reagire all’omologazione dei gusti.

“Venivamo da anni in cui il vino era un vino internazionale, in Italia si era ricercato l’idea di fare vini piacioni e strutturati. La cosa bella è che mi sono vissuta tutta questa trasformazione, la reazione di quegli anni porta alcuni produttori a seguire un concetto importante per iniziare a cambiare le cose”.

Francesco Brezza | Tenuta Migliavacca

Dalle colline del Monferrato, Francesco Brezza racconta la storia di suo padre e Tenuta Migliavacca, uno dei luoghi dove è nata la biodinamica in Italia nel 1964.

“Il corno letame è un preparato che mi attiva molto il terreno, che risveglia gli organismi e dà vitalità, mentre il corno silice dà energia. Nel mio sistema di coltivazione il corno silice lo uso nel vigneto, ma non come una volta per aiutare la maturazione dell’uva perché oggi c’è già abbastanza concentrazione”.

Sofia Pepe | Emidio Pepe

Il racconto di Sofia dell’evoluzione dell’azienda di famiglia e come suo padre Emidio abbia avuto di cambiare l’immagine del Montepulciano d’Abruzzo proponendolo come vino da invecchiamento e portandolo sulle tavole dei migliori ristoranti del mondo.

“Papà ha dimostrato al mondo che sia il Trebbiano che il Montepulciano d’Abruzzo sono due grandissimi vitigni, oggi raccoglie un po’ i risultati di tutti i sacrifici che ha fatto in questi ultimi cinquant’anni”.

Arianna Occhipinti
Tenuta Migliavacca
Sofia Pepe

Potete ascoltare Resistenza Naturale su tutte le piattaforme di podcast: da Spotify all’App Podcast Apple, da Spreaker a Google Pocasts. Che aspetti? Alza il volume e accogli il tuo agricoltore, artigiano, artista preferito sul divano di casa tua!