La giornata di Podere Le Ripi | Podere Le Ripi

La giornata del vignaiolo //

La giornata di Podere Le Ripi | Podere Le Ripi

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A Podere le Ripi la giornata inizia alle ore 8, quando i venticinque prodi del nostro team si ritrovano davanti alla mensa, pronti ad entrare in azione. Molti di loro sono giovanissimi, infatti l’età media si aggira attorno ai 27 anni e questo ci permette d’infondere una grande dose d’entusiasmo ed energia in tutto quello che facciamo, ma anche di vedere delle facce mattutine molto originali… magari dovute a qualche serata brava, anzi, direi evasiva! E per lo più, da buoni toscani, non manca mai la battuta o lo scherzo anche se appena svegli.

La mattina, la prima cosa da fare alla massima velocità è dare da mangiare agli animali, fra gatti famelici, mucche canterine, pecore e asini, bisogna sbrigarsi. Questo è generalmente il compito del nostro ortolano David, mentre tutti gli altri si dividono fra le varie necessità: da chi si dedica al confezionamento e alla logistica, al nostro cantiniere Simone che parte per la sua breve ronda delle botti per controllare che tutto sia in ordine, a tutto il resto del team che armato di tutto punto si dirige verso i vigneti che circondano il centro aziendale, capitanati da due veterani: Alessandro e Matteo, poco più di 60 anni in due per la maggior parte spesi a “tribolare” nelle vigne.

In questo periodo storico succede qualcosa di molto originale alle Ripi, ovvero anche tutto il team (prevalentemente femminile) dedicato all’ufficio e all’accoglienza si è riscoperto campagnolo, infatti è avvenuta una completa conversione delle mansioni e tutti coloro che fino a quel momento raccontavano il nostro lavoro, si sono resi utili per lavorare in vigna. Questo per me è il vero smart working, ovvero ragazzi intelligenti che abbracciano con curiosità tutto quello che succede in azienda, aiutandosi a vicenda e facendo tesoro di ogni esperienza che oggi può essere in vigna, domani in ufficio e domani l’altro dentro un ristorante a raccontare i nostri vini. È questa la mentalità che ci permette di affrontare la stagionalità dei lavori e avere un bel gruppo polifunzionale e profondamente coinvolto. Un’azienda fluida, senza barriere dove si può trovare la propria linea espressiva.

Podere le Ripi

Ma torniamo alla nostra giornata tipo, una volta in vigna iniziamo i vari lavori: in questo momento potatura e stralciatura, i nostri senior dedicano sempre qualche minuto a spiegare i “perché” di quello che facciamo, questo è fondamentale per un approccio di responsabilizzazione e consapevolezza. A metà mattinata non mancano i 15 minuti di “colazione” (pizzette, bomboloni, panini al cinghiale e così via), indispensabili soprattutto ora che le giornate sono freddine. Tutto scorre con piacere fra due chiacchere, cani che ci fanno compagnia, qualche bella canzone cantereccia sparata ad alto volume fino alla pausa pranzo. Poi si, lo ammettiamo, siamo caffeinomani. Qui il caffè è un vizio di famiglia, ma è anche un grande piacere e stimolo per rimetterci in moto dopo pranzo.

Dopo pranzo succede spesso che i ragazzi dell’ufficio e dell’hospitality si trattengano in azienda per tornare alle loro mansioni originarie, questa giornata movimentata li diverte molto e stimola molto le persone a relazionarsi fra loro e comunicare, fattore fondamentale quanto hai un gruppo così grande. Allo stesso tempo chi era impegnato in magazzino o in cantina o nell’orto e ha finito i propri lavori, va a dar man forte nei vigneti, tanto in vigna c’è sempre da fare e noi questo lo applichiamo a tutti i reparti: “Quando hai finito, cambio scarpe e via giù per le vigne”. Per noi è un punto di forza, abbiamo chiaramente delle persone iperspecializzate ma tutti devono saper fare tutto o quasi!

Verso le 17 tutti rientrano alla base e i ragazzi che hanno la responsabilità dei vari reparti dedicano 10 minuti a coordinarsi per il giorno dopo ed aggiornarsi. La giornata sembrerebbe volgere al termine ma non è proprio così. Verso le 18 e trenta, quando ormai tutti sono a casa, parte una tempesta di messaggi WhatsApp sui vari gruppi… si, purtroppo ne abbiamo tanti, almeno uno per reparto. Sono una nostra ossessione, ma per quanto ansiogeni si rivelano utilissimi. Tutti gli aggiornamenti, per esempio la variabile meteo per l’organizzazione del giorno successivo o le varie urgenze, passano da questi gruppi, è il modo più efficace che abbiamo trovato per mantenerci informati e coordinarci. Per fortuna dopo alcune raffiche di messaggi tutto si calma e ognuno di noi può godersi la cena.

Molti dei nostri ragazzi vivono insieme, un’ottima soluzione per farsi compagnia e dividere qualche spesa. Montalcino è straordinaria, ma non offre molte alternative al vino e al cibo, quindi finiamo spesso per cenare tutti insieme a casa di qualche buon volenteroso. Immancabile la pentola da festa dell’unità di carbonara, preparata con una quantità indecente delle nostre uova: un piatto che mette sempre d’accordo tutti e sazia anche i più affamati. Il tutto accompagnato da batterie di vini da tutto il mondo, spesso portati alla cieca, che condividiamo fra noi. È un metodo per coltivare la nostra cultura del vino e animare la serata, con vere e proprie discussioni divertentissime che non possono che finire con prese in giro e aneddoti indimenticabili.

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