
A una ventina di chilometri in linea d'aria a sud di Angers, superato il corso della Loira, si trova il piccolo comune di Martigné-Briand. Siamo nel cuore dell'AOC Anjou. Qui su dolci pendii formati dall'alternanza di scisti, tufo, sabbia e argilla lo chenin blanc assume forme e sfumature straordinarie, capaci di vincere il tempo come pochi altri. Al numero 14 di Rue de l'Abondance, si trovano casa e cantina di Stéphane Bernadeau, uno dei vignaioli più iconici e ricercati della Loira intera, allievo di un altro produttore storico della zona, Mark Angeli di Ferme de la Sansonniere.

Ci sono incontri che riscrivono il destino delle persone. E quello tra Stéphane e Mark è proprio uno di quelli. "E pensare che non mi piaceva neanche il vino" vi racconterà Stéphane che, in cerca di un lavoretto estivo durante gli studi di scienze forestali, trovò posto a La Ferme de la Sansonniere. Un incontro fortuito che cambiò per sempre la sua storia. Mark gli insegnò prima ad amare il vino buono e poi a guidare i cavalli nei vigneti. Così Stéphane divenne maître charretier, assecondando la sua istintiva necessità di un lavoro che lo mettesse a contatto con il sole, il vento e la terra.
Scopri di più sull'incontro tra Stéphane Bernadeau e Mark Angeli!

La storia di Stéphane come produttore vero e proprio nasce un po' per gioco, quando alla fine degli anni '90 recupera un appezzamento abbandonato di soli 0,7 ettari, dove lo chenin blanc convive con alcune viti di verdelot (francesizzazione del verdelho portoghese). Le piante ultracentenarie hanno ormai da tempo superato l'età della massima produttività, ma Stéphane è consapevole che le vigne antiche nascondono un grande potenziale qualitativo. Così nel 2000 nasce la prima etichetta di Les Nourissons, milleduecento bottiglie in totale di un'etichetta destinata a diventare tra le più importanti e ricercate al mondo. Un vino di finesse e puissance, finezza e potenza che si mischiano nel calice. "Ho subito capito che se non mi fossi cercato un altro vigneto, sarei finito per bermele tutte" dice sempre Stéphane. Il passo era fatto: l'allievo di Mark era diventato un produttore!

Les Onglés è un vino bianco da uve chenin blanc di stupefacente bellezza proveniente da un vigneto di 2,5 ettari circondato da boschi e costantemente battuto dal vento. Le viti, di oltre quarant'anni di età, affondano le loro radici in un sottosuolo di scisti degradati, che restituiscono un vino di grande volume, densità e concentrazione. Essenziale, compiuto e lunghissimo, un autentico fuoriclasse. Per dirlo con le parole di Stéphane: "Les Onglés è il Rocky Balboa degli chenin”.