
Situato all’interno della regione della Franche-Comté, lo Jura è una delle regioni vitivinicole di Francia più piccole a livello di estensione di ettari vitati. Al contempo però si tratta di uno dei territori dal patrimonio più complesso e variegato per quanto riguarda la composizione geologica di suoli e sottosuoli, lo stile dei vini prodotti e la morfologia paesaggistica. Non bisogna quindi stupirsi se negli ultimi anni è tornato a fare tendenza nel mondo del vino, specialmente grazie a una nuova generazione di vignaioli che trae ispirazione dai grandi maestri della scuola jurassien, uno su tutti Pierre Overnoy.





Pierre Overnoy rileva l’azienda vitivinicola di famiglia nel 1961. Due ettari vitati situati a pochi chilometri da Arbois, dove fin da subito adotta una conduzione agronomica in assoluta controtendenza rispetto alle pratiche diffuse in quegli anni. Il rifiuto dei diserbanti chimici, la riproduzione dei vigneti per selezione massale, la messa al bando in cantina di tutti gli interventi volti a modificare la naturale composizione del vino. A partire dal 1984, sotto la guida di Jules Chauvet, Pierre inizia a vinificare senza aggiunta di solforosa. Solo in questo modo, secondo Pierre, i vini prodotti possono essere un fedele ritratto del territorio di provenienza.










Nel 2001 Pierre passa il testimone a Emmanuel Houillon che prende in mano le redini della Maison. Emmanuel è allievo di Pierre sin dal 1989 quando, appena quattordicenne lo aiuta durante una vendemmia. L’esperienza gli piace così tanto da iscriversi al Lycée Viticole di Beaune, alternando due settimane di frequenza in aula a due settimane tra i vigneti al fianco di Pierre. Pierre dal 2001 è rimasto al fianco di Emmanuel e i due si confrontano quotidianamente. Grazie a una continuità d’intenti e alla complicità del loro rapporto, i vini di Pierre, contraddistinti da una sensibilità di pensiero in anticipo rispetto ai tempi, vengono impreziositi dalla conoscenza e dalla precisione del gesto di Emmanuel.
Leggi il nostro reportage di una giornata alla Maison Pierre Overnoy!






Pierre è stato avanguardista non solo nella conduzione dei vigneti ma anche nelle sperimentazioni in cantina. Difatti, in una terra dove la tradizione ha sempre voluto l’affinamento del savagnin in botte scolma, sotto il velo della flor, Pierre nel 1985 prova a vinificare il Savagnin Ouillé, mantenendo quindi la botte colma nel tempo.
Dieci anni dopo, il primo Savagnin Ouillé esce sul mercato, una nuova espressione del vitigno che presto contagerà tutti gli altri produttori. Negli ultimi anni Pierre, insieme a Emmanuel, sta inoltre cercando di riportare in vita un vino rosso conservato nei suoi ricordi da bambino. Si tratta di un uvaggio di Trousseau e Ploussard, di cui però non ricordare le proporzioni. Così, anno dopo anno, sperimentazione dopo sperimentazione, variando le proporzioni tra i due vitigni, Pierre sta riportando in vita questo antico vino della tradizione jurassien.





Oltre al Savagnin Ouillé e all’uvaggio di Trousseau e Poulsard, nella cantina di Pierre ed Emmanuel vengono prodotti tutti gli altri vini della tradizione dello Jura. Lo Chardonnay, il Savagnin Sous Vouile (che dopo 6 anni e mezzo di affinamento, può fregiarsi del nome di Vin Jaune), il Ploussard e il Vin de Liquer (il tipico vino fortificato della zona). Si tratta di vini di estrema bellezza, complice la volontà di rimanere “piccoli produttori” e di non piegarsi alle richieste pressanti del mercato; infatti, i vini vengono imbottigliati solo quando ritenuti pronti. A fare da fil rouge nel calice sono due tratti distintivi e opposti, che nella loro unione danno vita a vini leggendari: puissance e freicheure, direbbero in Francia. Potenza e freschezza in un solo sorso.


