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Un Barbacarlo per Lino

Editoriale //

Un Barbacarlo per Lino

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Giuseppe Maga presenta il Barbacarlo 2021, una special release per celebrare l’ultima annata in cui suo padre Lino, il Re del Barbacarlo, l’ha affiancato in cantina.

La 2021 è stata l’ultima vendemmia di Lino Maga, storico produttore che ha scritto le pagine più importanti della storia del vino dell’Oltrepò Pavese e non solo. Il figlio Giuseppe, che già da tempo aveva preso in mano la gestione della cantina e dei vigneti, ha voluto celebrare l’ultima annata vissuta insieme.

Così, il Barbacarlo 2021 si presenta sotto una veste completamente nuova che, a prima vista, potrebbe mandare fuori strada anche i più appassionati. L’etichetta del cru Monopole della famiglia Maga si colora sullo sfondo di un cielo luminoso e candide nuvole bianche e l’intero habillage della bottiglia prende i toni dell’azzurro su capsula e collarino. Inoltre le classiche note di degustazione dell’annata contenute nel collarino si arricchiscono di una lettera di Giuseppe Maga al padre e di una poesia.

Il vignaiolo
è l’uomo
che nasce dalla terra
con il capo e la mano
rivolte al cielo,
la vite
è il canto della terra
sotto il cielo.

A non cambiare, come del resto non è cambiato mai, è il modo di fare il vino, che da sempre ha rappresentato la firma del Barbacarlo, per la cui unicità Lino ha dovuto combattere per più di vent’anni in tribunale. “Noi il vino lo facciamo sempre allo stesso modo” ci aveva raccontato Giuseppe quando eravamo andati a trovarlo nel 2021 “macerazione per 7-8 giorni a cappello sommerso e affinamento in botti grandi di Slavonia, fino a primavera, quando si va in bottiglia”.

Il Barbacarlo nel tempo ha guadagnato la sua fama di vino ancestrale, etereo, unico nel suo genere. Un rosso longevo e dotato di struttura, talvolta caratterizzato da residuo zuccherino, talvolta dalla carbonica (ora impercettibile, ora molto vivace), e da tannini vividi, a seconda della vendemmia, dell’evoluzione stagionale e del periodo di apertura. Non esiste un vino uguale all’altro nella storia del Barbacarlo di Lino Maga, perché sono luogo e andamento climatico a definirne il carattere, lasciando al vignaiolo il solo compito di accompagnare il vino nel suo naturale divenire.
A differire di anno in anno è quindi l’espressione nel calice. “Esistono Barbacarlo più asciutti, più fermi e più spumeggianti” ci aveva spiegato Giuseppe e la 2021, come dimostra la gabbietta metallica, appartiene proprio alla scuola dei Barbacarlo più briosi.

Lino ci ha lasciato prima che il suo ultimo Barbacarlo entrasse in bottiglia, ma siamo certi che lui già sapesse qual era il suo destino perché, come ci aveva confidato, “l’annata la ritrovi nel bicchiere”.

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