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Numero 100

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Numero 100

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Quando è nata l’idea di un magazine Triple “A” ci siamo chiesti più volte se non fosse un progetto troppo ambizioso, ma alla fine ha vinto la volontà e l’esigenza di creare uno spazio attraverso il quale dare voce al movimento del vino naturale e ai nostri Agricoltori, Artigiani e Artisti.

Al lancio di TripleA.it il calendario segnava il 19 marzo. Ci siamo lasciati prendere la mano e sei mesi e una manciata di giorno dopo siamo già al nostro centesimo articolo. Vi abbiamo raccontato le realtà e le aziende agricole con cui collaboriamo, i territori del vino, i nostri viaggi e i migliori ristoranti. Vi abbiamo portato nelle case dei nostri vignaioli attraverso i podcast e alla scoperta della bellezza del vino naturale grazie alle foto di Farah Maggiora, al supporto tecnico di Genovarecords e alle illustrazioni di Giulia Pastorino.

Un piccolo traguardo che segna solo l’inizio della nostra corsa insieme, da celebrare con gli articoli che vi sono piaciuti di più, per riascoltare o rileggere il vostro preferito o per recuperare quello che vi siete persi.

1) Reportage - Cascina degli Ulivi, il sogno di un contadino libero 

Ilaria Bellotti, Cascina degli UliviIn ogni reportage raccontiamo una giornata passata insieme a un produttore, a partire dal lato umano ed emozionale delle persone che animano l’azienda. Questo racconta di Ilaria Bellotti, figlia d’arte del grande Stefano e giovane vignaiola coraggiosa, che ha ripreso in mano insieme a Filippo Mammone la Cascina degli Ulivi.

“In quella sera di festa, -così Stefano avrebbe voluto- si diceva, ci si poneva tante domande. Quale sarebbe stato il futuro di Cascina degli Ulivi senza Stefano? Ilaria Bellotti, tornata in azienda da pochi mesi, avrebbe avuto la forza di prendere in mano tutto quello che suo papà le aveva lasciato senza passaggio del testimone? La Cascina, nella sua natura multiforme, avrebbe avuto la resilienza necessaria ad assorbire il colpo? Due anni dopo sapevo che tornandoci avrei trovato le risposte.”

2) Resistenza Naturale - Alessandro Dettori

Resistenza Naturale non è solo il titolo del film di Jonathan Nossiter, ma anche dei podcast delle Triple “A” che raccontano la rivoluzione culturale che ha investito il mondo del vino attraverso la vita, i vini e naturalmente la voce dei nostri Agricoltori, Artigiani e Artisti. In questa puntata abbiamo avuto ospite il vulcanico Alessandro di Tenute Dettori, vignaiolo a Sennori, perla rara della viticoltura sarda.

“Io in realtà non solo un vignaiolo, sono un batterista. La musica è la mia vita, faccio vino perché sono costretto a fare il vino […] Un vino di terroir non può essere che essere fatto con metodi e processi naturali, secondo me non può essere un vino naturale un vino che non sa di terroir. È altro, chiamiamolo vino punk. Vogliamo farlo strano? Facciamolo! Se fossi nato a Barolo sicuramente avrei fatto delle cose strane perché la storia di Barolo è già stata scritta da grandissimi produttori. Sono nato in Romangia, dovevo darle voce e ho dovuto rispettare il terroir al 100%”

Storia delle Triple A

3) Editoriale - Ritorno al vino del futuro. Storia delle Triple “A”

Gli editoriali sono uno spazio libero che ospita di volta in volta riflessioni, opinioni, inchieste sul mondo del vino oppure, come in questo caso, ripercorre la storia delle Triple “A” attraverso le parole del fondatore Luca Gargano: il racconto della degustazione più folle del mondo, dove è nato il seme delle Triple “A”. 

“Le cantine sono cinque o sei piani sottoterra, il vino riposa quattro o cinque anni in bottiglia, per uscire otto anni dopo la vendemmia. Le cantine sono uno spettacolo, piene di bottiglie, polvere, ragnatele. All’improvviso, mentre siamo ancora lì, sentiamo un gran frastuono. Decine di persone si precipitano giù dalle scale e ci raggiungono ansimando, spaventati e trafelati. Quando usciremo dalla cantina, troveremo tutto distrutto dalle bombe. L’ufficio di Hochar era sventrato e l’intera città devastata.”

4) Diari di viaggio - Andare controcorrente: non è la solita Borgogna

I racconti emozionali dei nostri viaggi sui territori del vino, tra vigneti, case e cantine dei nostri produttori. I loro gesti, le loro espressioni e le esperienze vissute insieme. Sfogliamo le pagine del nostro diario di ricordi di un viaggio alla ri-scoperta della Borgogna Triple “A”.

“Anticonformista, aveva barattato il doppio petto per un paio di bretelle e un Borsalino da cui raramente si separava. Sfoggiava un look poco consono al suo status sociale, sapendo che avrebbe sconcertato l’élite bourguignonne di gran lunga più rigida dei lunghi inverni locali. Amava le donne almeno quanto amava la gentilezza nei suoi vini, ma dietro ai suoi modi sfacciatamente impertinenti e alla sua indole godereccia, si nascondeva un uomo generoso, un vignaiolo di grande intelligenza e cultura.”

5) Differenze che fanno la differenza - Clonale o massale? In vigna si fa selezione all’ingresso

Perché i vini naturali sono speciali? Questa rubrica ripercorrere punto per punto il decalogo Triple “A” mettendo in evidenza metodi, tecniche e ideologie che rendono uniche le etichette del nostro catalogo: le differenze che fanno la differenza. Si comincia dalla selezione delle future viti. 

“Pensate a un vigneto come se fosse una comunità. Le viti rappresentano i singoli individui, che si riconoscono in quella comunità grazie alla condivisione delle stesse radici culturali. Se tutti gli individui fossero geneticamente identici l’uno con l’altro, quale sarebbe il potenziale di evoluzione di una comunità del genere? Ecco, questa è la situazione in cui versa la maggior parte dei vigneti al mondo.”

Clonale o Massale

6) Selezioni - Tutti pazzi per le bolle

Le selezioni raccolgono tutta una serie di articoli che raccontano la scena del vino naturale e cosa succede in Triple “A”. Dai nuovi produttori, alle etichette novità, dai consigli sugli abbinamenti con cibi e situazioni, a piccole introduzioni a tutte le tipologie e varietà di vini che ci piacciono, come le nuove bollicine!

“Ecco allora un piccolo glossario, da tenere sempre a portata di mano, per iniziare ad approcciare il mondo dei rifermentati, per sapervi destreggiare davanti agli scaffali dei miglior bar à vin della vostra città, per farvi beffe dei tipici gastrofighetti gomito-appoggiato-al-banco tanto sicuri sé che sfoderano con arroganza tecnicismi, forti del loro diploma da sommelier fresco fresco. Ditegli che voi il gomito preferite alzarlo e che, teoria a parte, è l’unico modo per imparare davvero qualcosa.”

I vignaioli più giovani

7) Classifiche - I vignaioli più giovani

Le classifiche nel vino non ci sono mai piaciute, a meno che elenchino di volta in volta le icone del vino naturale, i produttori emergenti, le aziende più piccole o i vigneti più vecchi. O ancora, come in questo caso, i più giovani Agricoltori, Artigiani, Artisti, i grandi produttori di domani.

“C’è chi, come Florian, Mathilde, e Lan, sono gli ultimi rappresentanti di generazioni e generazioni di vignaioli, c’è chi invece, come Sebastian e Alex, lavora lì da un po’ anni, ma non viene da una famiglia di produttori. Ci sono quelli come Carlo, Irene, Théophile, Emilio, Theo e i giovani Di Benedetto, che abbiamo visto crescere nelle fiere, che da timidi bambini che si nascondevano dietro ai banchetti sono diventati a veri e propri vignaioli e cantinieri affiancando e prendendo il posto i loro genitori, e poi ancora ci sono quelli, come Ilaria e Martina, che si sono dovuti fare forza da soli, che hanno visto mancare il loro punto di riferimento, ma che con coraggio e forza di volontà si sono fatti carico di portare avanti il loro lavoro.”

8) Tavole Triple “A” - Torino tra osterie e bistrot

Dove mangiare e bere naturale in Italia? Per ogni città l’elenco dei posti imperdibili per gourmet e amanti del cibo in viaggio. Una selezione di ristoranti, bistrot, osterie e trattorie per portano nei piatti e nella ricerca delle materie prime, la stessa filosofia che cerchiamo nei vini. Si incomincia con Torino, cuore pulsante del vino naturale e di una gastronomia avanguardista che non trascura la tradizione.

“Con il peso di una secolare tradizione culinaria ed enoica della zona, Torino si è dimostrata tra le prime città capace di cogliere la recente “riscoperta della gastronomia”, offrendo sempre più proposte legate a una vera ricerca della materia prima e dei sapori. Di pari passo, le carte dei vini, oltre alla costante proposta locale, si sono rivolte da subito al mondo del vino naturale, si badi bene, non per moda, ma grazie alla capacità di osti e ristoratori di diffondere la cultura del bere bene.”

9) La giornata del vignaiolo - Arianna Occhipinti

A che ora si svegliano, cosa mangiano e come lavorano i vignaioli Triple “A”? Gli Agricoltori, Artigiani, Artisti si mettono a nudo, svelandosi nel lavoro e nella vita privata. In questo articolo ci caliamo nei panni di Arianna Occhipinti che ci racconta una sua giornata tipo. 

“Sono sempre stata molto disciplinata sul lavoro, ma alle 18 o alle 19, quando stacco, cambio mood: datemi un bicchiere di vino e delle olive e sono la persona più felice del mondo. L’aperitivo lo passo sempre in compagnia di amici, dei ragazzi che lavorano di me e cerco anche di stare con chi non fa parte del mondo del vino per cercare qualche stimolo diverso dal solito.”

Arianna Occhipinti
Alsazia, vini

10) Territori - Guida pratica all'Alsazia

La storia, la morfologia , lo stato dell’enologia e un piccola proposta per un itinerario di viaggio nei più importanti territori del vino. Approfondimenti sulla scena del vino naturale, sulla natura e sui punti di forza di ogni terroir, raccontato con l’aiuto di un nostro produttore. Come Christian Binner che ci ha fatto da Cicerone in Alsazia.

“Il vigneto alsaziano venne ricostruito grazie alle famiglie di commercianti (i négociants) che avevano gli strumenti per crescere e svilupparsi. La seconda generazione di vignaioli (i récoltants) del dopoguerra ha cambiato passo, scegliendo di percorrere la strada dei grandi terroir, dell’agricoltura biologica e biodinamica. La generazione odierna, la terza dalla “rinascita del vigneto alsaziano”, è quella dell’onda naturale, capace di adattarsi alle esigenze della società e alle nuove richieste estetiche di mercato, vini nuovi che poco avevano a che fare con la lunga tradizioni dei vini dolci del luogo, ma dagli alti valori etici, sociali e ambientali: vini secchi, spesso macerati sulle bucce o naturalmente frizzanti (pétillant naturel), disinibiti, originali e di grande beva.”

11) Appunti dalla dispensa - Al di là del salato: i veri sapori del sale

Alla scoperta delle origini del cibo vero, quello sano, etico e gustoso. Oggi chiamiamo con lo stesso nome prodotti con caratteristiche organolettiche, nutrizionali e gastronomiche completamente differenti. Gli appunti dalla dispensa raccontano come l'industria ha modificato e impoverito la nostra alimentazione e offrono gli strumenti per una scelta quotidiana consapevole.

"Ci sono sapori così violenti che non si dimenticano mai, come quello del sangue e quello del sale. Mi ricordo quando, ai margini del deserto, con Ahmed, compravamo mezza capra viva al mercato, tra l’olezzo dolciastro che colava dal collo delle bestie appena sgozzate e il brusio insopportabile delle mosche che accorrevano a migliaia a suggere quel liquido appiccicoso un attimo dopo che le arterie avevano smesso di pulsare. Il mio amico Ahmed, tuareg, grande cavaliere, è stato ammazzato come una capra dai suoi fratelli arruolati dall’Isis quando hanno saccheggiato e distrutto Timbuctù. Era il capo dell’azalaï, la carovana che, in tre settimane di cammino in una delle zone più calde e aride del Pianeta, nutrendosi esclusivamente di una poltiglia di datteri, miglio e formaggio di capra, raggiungeva le miniere di sale nel cuore del Sahara"

Sale Culcasi