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I vignaioli più piccoli

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I vignaioli più piccoli

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A volte bastano pochi ettari per vivere di vino se si lavora in una zona di grande fama, altre volte il vino rappresenta solo una parte del lavoro di vignaioli che sono contadini a tutto tondo, ma comunque capaci di produrre vini di grande carattere e valore. Vi portiamo a scoprire i vignaioli più piccoli di tutte le Triple “A”!

Come si misura la grandezza di un vignaiolo? Se state pensando al numero di bottiglie prodotte o di ettari vitati, avete mal interpretato la domanda. I grandi vignaioli, per noi delle Triple “A”, si identificano in quei produttori che curano i loro vigneti con minuzia e consapevolezza, come fossero dei giardinieri, e che lavorano in cantina lasciando che le uve si esprimano secondo le loro potenzialità, tracciando il ritratto di un’annata, di un territorio e dei loro gesti.

Ci sono quindi anche grandi vignaioli che sono in realtà piccoli produttori, che hanno superfici vitate ristrette, a volte piccolissime. Vigneti che sono veri e propri gioielli incastonati nel paesaggio che li circonda, da cui provengono poche bottiglie che racchiudono la migliore espressione del loro terroir. Tra loro c’è chi, come Florio, Stéphane e Giulio interpreta zone tra le più blasonate al mondo, chi come Heydi, Martin, Francesco e Irene lavora in realtà difficili per posizione o morfologia del territorio, e ancora chi come Giulia, Cristiana, Iago e Sergio grazie al suo lavoro sta riportando alla luce zone un tempo dimenticate, dimostrando il grande potenziale che si nasconde dietro le varietà autoctone del luogo.