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Behind The Bottle | Francesco Illy

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Behind The Bottle | Francesco Illy

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Prima di bere un vino si beve un produttore! Behind the Bottle ti porta a scoprire chi è l'Agricoltore, Artigiano, Artista che si nasconde dietro a ogni bottiglia e a ogni etichetta. Francesco Illy di Podere Le Ripi si racconta.

Podere le Ripi
podere le ripi

Sono Francesco Illy, triestino trapiantato a Montalcino dalla fine degli anni ’90.

L’azienda, Podere le Ripi, si trova a Castelnuovo dell’Abate, sud-est di Montalcino. Siamo biodinamici e facciamo Brunello dai primi del 2000. L’eccellenza l’avevo conosciuta da mio padre. Ma nel caffè, e di fare vino ci capivo quanto ci può capire uno a cui piacciono i vini buoni: niente.

Mi sono innamorato di Montalcino e dopo dieci anni di ricerche ho comprato questa terra, ho piantato le viti e mi son detto: “Quando faranno l’uva la venderò”. Nel 2003, annata torrida, la parte al sole dei grappoli era uva passa. Invendibile. Jan Erbach si era offerto di farmi da enologo e così abbiamo tolto l’uva passa e fatto due barriques. Gianluca Antonuzzi, da noi per uno stage, ha detto: “Facciamo un passito”. 270g/l di zucchero residuo, ma buono da matti. Mai più riuscito! E le due barrique con Jan hanno fatto un gran bel vino: così a cinquant’anni, son diventato vignaiolo, perché c’ho preso gusto.

Sono stati i consulenti a farmi tale: Remigio Bordini per l’agronomia e la piantumazione, Jan e poi Maurizio Castelli enologi. Io ascolto, imparo e poi ci metto le mie follie, come il Bonsai con 62.500 ceppi a ettaro. Tutti ridevano e ora fa un gran vino.
Poi sono arrivati Sebastian e Alessandro, enologo e agronomo e ora anche soci e hanno cominciato a fare il vino, ovviamente meglio di me. Io partecipo, assaggio l’uva e le masse, ma loro sono molto più bravi: io ho dato l’impostazione, il bio e poi la biodinamica certificata, mai visti lieviti, legni buoni e mai troppo vecchi, le etichette, il marketing e li seguo con passione. Dire che faccio il vino sarebbe un’esagerazione: preferisco la realtà, con umiltà.

Più che somigliare a me somiglia a sé stesso: riconosco sempre il timbro di questa terra nelle sue 18 vendemmie. Ho avuto fortuna a trovarla: ogni volta, sempre con sfumature diverse, è capace di riraccontare sé stessa. Una storia di culo o di passione? Entrambi. Forse senza il primo, non sarei a raccontarla. Se me ne intendevo di vino buono, a furia di berlo, ora lo conosco e i nostri vini mi fanno impazzire. Me li godo, spesso più di altri che al tempo mi sembravano irraggiungibili.

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