


Sono Emilio. Tutto è iniziato quando decisi di completare i miei studi in Agraria con la specializzazione in viticoltura ed enologia, ma in realtà lo stimolo primario era di molto precedente, quando da piccolo passavo tutte le estati e parte dell’autunno in campagna dagli zii.
La vendemmia era una grande festa: pigiare l’uva con i piedi, i tini di legno, il profumo delle fermentazioni, la svinatura, i primi sorsi di vino che in realtà era ancora mosto.
Poi un lungo salto temporale: finiti gli studi, varie esperienze in cantine, laboratori di analisi, consulenze e ristorazione. La conclusione? Il vino deve provenire da uva di qualità, la vigna deve essere in equilibrio, il non indispensabile è superfluo. Da qui la scelta del biologico e di accompagnare l’uva dalla vigna alla cantina senza fare danni.
Nel 1991 ho ereditato questi poderi in Appennino a Modigliana ed è iniziata l’avventura. Prima vendemmia la 1998, con tanta ansia che nel tempo è diventata maturità, consapevolezza dell’eccezionalità del territorio e autostima, ma con una giusta dose di umiltà.
Penso che il risultato finale sia nel bene e nel male la sintesi delle emozioni, degli stati d’animo e degli avvenimenti vissuti.