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La policoltura secondo Calafata

Appunti dalla dispensa //

La policoltura secondo Calafata

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Federico Francesco Ferrero è andato a Lucca a trovare i ragazzi di Calafata, per scoprire cosa significa nel concreto la parola policoltura.

UNA COOPERATIVA AGRICOLA, MA SOPRATUTTO SOCIALE: CALAFATA

Quella di Calafata è una cooperativa agricola e sociale, che accoglie la fragilità e ha bisogno di sostenerla con attività quotidiane, che si traducano in una presa in carico senza soluzioni di continuità.

Mentre le altre aziende agricole hanno ridotto al minimo il personale, maggior voce di costo di qualsiasi impresa che abbia a che fare con il lavoro manuale, Calafata ha appunto cercato di mantenere impegnati i collaboratori il più tempo possibile, e le attività si sono perciò moltiplicate. Hanno così potuto iniziare a dare supporto alle altre aziende agricole del territorio per vari lavori stagionali, per cui queste aziende non erano più strutturate. E oggi le lavorazioni conto-terzi rappresentano una importante voce di bilancio dell’intera impresa.

Ma è proprio la struttura stessa su cui si basa l’inizio dell’avventura di Calafata ad essere policolturale. Nelle colline appena al di fuori dalle mura di Lucca, infatti, le ville dei nobili tardo rinascimentali erano costruite come un hortus conclusus, circondato da alti muri, con tutte le produzioni all’interno. Con la nascita della piccola borghesia, su diversa scala, venne copiato lo stesso modello: villette con un pezzo di terra tripartito a uliveto, vigna e orto. Proprio dal lascito di una di queste ville, nome che peraltro deriva da “vigne” è iniziato il cammino di questa cooperativa sociale, che si è allargato ad ulteriori coltivazioni e trasformazioni.

SUPERFICI COLTIVATE: 21 HA TOTALI

  1. 10 ha dedicati a vigna (coltivati col metodo biodinamico), accolgono oltre 20 varietà e producono 200 quintali di uva, da cui si ottengono circa 135 ettolitri di vino. 7 sono le etichette attualmente in commercio.
  2. 6 ha sono coltivati ad orto (agricoltura biologica). 30%, a rotazione, vengono lasciati a risposo, per rigenerare il suolo. Negli altri si producono verdura fresca di stagione, destinata ai mercati locali e al laboratorio di trasformazione.
  3. 0,5 ha piante officinali (biologico): > salvia, rosmarino, lavanda, che vengono vendute per la realizzazione di oli essenziali.
  4. 3,5 ha olivi (biodinamico)> circa 800 piante da cui si ottengono 100 quintali di olive e circa 15 hl di olio evo, imbottigliato in > bottiglie da 500 mL a latte da 5 litri.
  5. 1 ha è dedicato al frutteto (mele) (agricoltura biodinamica); 4500 piante circa; 5 varietà; più di 200 quintali raccolti. Viene utilizzata per essere venduta come frutta fresca, per realizzare il succo di mela e per le conserve.
  6. Miele: le arnie sono dislocate sulle colline lucchesi e sulla spiaggia Viareggio. Sono circa 200 i kg di miele prodotto, circa 600 barattoli.
  7. Laboratorio di trasformazione lavora per conto terzi e per conto proprio. In conto proprio l’altr’anno ha prodotto: 5952 barattoli, per un peso di 2900 Kg di cibo trasformato.

IL DETTAGLIO DEI PRODOTTI:

  • cannellino al naturale
  • carciofo sottolio
  • cardoni
  • ceci
  • ceci al naturale
  • cipolla agrodolce
  • cipolla balsamica
  • cipolla piccante
  • crema di carciofi
  • fagiolo cannellino
  • fagiolo uccelletta
  • giardiera agrodolce
  • confettura di mela arancia pepe
  • confettura di mela pinoli rosmarino
  • confettura di mela senza zuccheri
  • confettura di more senza zuccheri
  • passata di pomodoro
  • strudel
  • succo di mela concentrato
  • triturato pomodoro
  • zucca ceci rosmarino
  • zucchina sottolio
  • zuppa cavolata
  • zuppa di cipolla
  • zuppa di legumi
  • l'olio extravergine d'oliva
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