
Con il termine veliko Ales Kristiancic, vignaiolo e proprietario di Movia, nel 1988 ha iniziato a differenziare quei vini, figli delle migliori vigne, capaci di dare ottime espressioni e affrontare lunghi invecchiamenti. L’aggettivo veliko infatti in sloveno significa grande, ma non per dimensioni, bensì per carattere. Nasce così la linea Veliko, vini di grande pregio, che hanno l’importante compito di raccontare la potenza di un territorio espressivo come la Ponka.
Nel 1990 nasce il primo Veliko rosso, nel 1993 arriva il Veliko bianco sempre seguendo l’idea iniziale: vini figli di vigne importanti dove il focus principale è posto sul terroir.
L’espressione massima del terroir si cerca di ottenere tramite il blending delle varietà storicamente presenti nei vigneti. “Per il veliko il blend era l’ultimo atto, che definisce l’armonia del vino che rappresenta l'essenza dell’annata.” ci racconta Lan Kristiancic, figlio di Lan e al suo fianco in vigna e in cantina, “Sul tavolo mettevamo anche più di 50 campioni delle varie botti e assaggiando cercavamo il blend finale che doveva essere basato sull’equilibrio.”
Proprio da questi banchi di assaggio nasce l’idea di sviluppare dei Veliko monovarietali e single vineyard, come direbbero gli inglesi. Idea che matura intorno al 2016 ma è soltanto quest’anno che arrivano in Italia le nuove etichette Movia: Veliko Chardonnay Vigna Java, Veliko Rebula Vigna Java e Veliko Savignon Vigna Gredic.
Queste vigne sono situate nei luoghi che meglio rappresentano la ponca di Brda. Vigne antiche, come per la Rebula piantata nel 1962, che riescono a sfidare gli strati della Ponca per andare a riflettere nel calice la matrice del suolo. Ogni vigneto ha le sue peculiarità e all’interno viene allevata la varietà che meglio giova di queste caratteristiche: così la ribolla si trova a suo agio nella parte più alta della vigna Java, dove il sole scalda la cima della collina e il suolo è povero di argilla. Lo chardonnay invece si trova nella parte più bassa del vigneto, ricco di argilla e dove il sole batte meno violentemente. Il Sauvignon invece ha i suoi natali in una vigna con esposizione ad Est ricca di argilla, la vigna Gredic.
“Sono vini fatti con il minimo contatto, gli invecchiamenti in legno vengono fatti con legni esausti e le vinificazione sono tutte allo stesso modo. Ricerchiamo con attenzione il giusto giorno di raccolta, ed effettuiamo una selezione sia delle uve che degli acini, per avere in questo vino il meglio delle uve. Poi, lavorando con la stessa vinificazione, posso tirare fuori al meglio il terroir senza lasciare che il varietale prenda il sopravvento. Cerchiamo vinificazioni minimaliste per permettere al territorio di parlare. Il risultato sono vini freschi accomunati dalla stessa forza, la potenza della Ponka, che concorre a dare texture e corpo al vino.”
