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Il Moscato di Bera diventa Canelli DOCG!

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Il Moscato di Bera diventa Canelli DOCG!

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L’Azienda Agricola Bera Vittorio e Figli entra a far parte della nuova DOCG Canelli, il moscato più amato dell’astigiano cambia nome ma non sostanza

Cambia l’etichetta, ma il moscato fuoriclasse più amato dell’Astigiano, non temete, è sempre lo stesso. La neonata DOCG Canelli, restringe ulteriormente la famosa zona del moscato astigiano perdendo tutti i comuni della provincia di Alessandria, diciannove comuni in provincia di Asti e altri nove nella provincia di Cuneo, e introduce una novità: il moscato riserva.

La nuova zona di produzione Canelli si suddivide infatti tra i comuni della provincia di Asti, Calamandrana, Calosso, Canelli, Cassinasco, Coazzolo, Bubbio, Castagnole Lanze, Costigliole d’Asti, Loazzolo, Moasca e San Marzano Oliveto, e i comuni di Cuneo, Castigliole Tinella, S. Stefano Belbo, Cossano Belbo, Neive, Neviglie e Mango. Questa ampia area compresa tra il fiume Tanaro e il fiume Bormida, attraverso la valle del Belbo, è caratterizzata da terreni poveri di rocce e dall’origine sedimentaria marina: i terreni dei comuni nella provincia di Asti sono suoli maggiormente marnosi-argillosi con pendenze contenute, quelli dei comuni del cuneese sono invece composti da strati arenacei-marnosi e pendenze più elevate.

Abbiamo aderito perché crediamo nella vocazione della nostra zona” ci racconta Gianluigi Bera, dell’Azienda Bera Vittorio e Figli a Canelli la differenza principale con la DOCG Moscato d’Asti è l’introduzione della Riserva con 30 mesi di invecchiamento e affinamento, di cui minimo 20 in bottiglia. Finalmente si pongono i riflettori sull’invecchiamento e il potenziale del moscato nel tempo, per noi è un passo verso quello che raccontiamo da anni: il moscato è molto di più di un vino d’annata, con un maggiore affinamento infatti possiamo apportare maggiore carattere e sfumature nuove.”

Il Canelli Docg della famiglia Bera però al momento non prevede la riserva, le rese sempre più contenute dovute all’andamento delle annate e lo spazio necessario allo stoccaggio sono un limite al momento insormontabile, ma chissà che in futuro il clima non sia più clemente con le colline dell’astigiano e che il moscato più strabiliante della zona non ci permetta di scoprire un ulteriore sfaccettatura di questo vino.

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