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Prolungare l’estate si può: con piatti di mare e i vini Triple “A”!

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Prolungare l’estate si può: con piatti di mare e i vini Triple “A”!

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Quando non siamo ancora pronti a rinunciare al mare e all’estate portiamo sulla tavola di settembre piatti che vedono protagonisti conchiglie, molluschi e crostacei abbinati ai vini degli Agricoltori Artigiani Artisti.

Il primo settembre è una data che all’interno della nostra quotidianità segna la fine dell’estate: l’esodo delle macchine e dei camper dei vacanzieri forma colonne di persone dai capelli schiariti dal sale e la pelle scurita dal sole, le spiagge si svuotano tranne per pochi fortunati che osservano dai loro asciugamani i tramonti diventare sempre più brevi, mentre gli abiti leggeri in cotone e lino vengono mestamente riposti negli armadi. Ma qualche trucco per prolungare ancora di qualche giorno l’estate esiste, d’altronde siamo anche noi gente di mare e di porto, quindi vi raccontiamo come facciamo noi. Calzate le infradito e portate con voi una borsa capiente per andare dal vostro pescivendolo di fiducia o cercate i pescatori che ogni mattina portano le reti cariche verso la terraferma, e fatevi consigliare i migliori frutti che offre il mare.

Le cozze

Muscoli, cozze o mitili, tanti nomi diversi per raccontare la conchiglia nera che racchiude un delicato mollusco dal colore arancione. Provatele alla marinara con aglio, olio e prezzemolo, un piatto semplicissimo da abbinare ad un bianco sapido che invoglia la beva come il Cinque Terre Anfora di Possa, da uve di Bosco e Albarola cresciute a strapiombo sul mare per un vino profumato, intenso e fresco. Oppure stupitevi con una ricetta tutta napoletana, la pasta fagioli e cozze, che vi lascerà a bocca aperta con questa ricca preparazione dove i frutti di mare esalteranno la delicatezza dei fagioli cannellini.

Qui nel calice versiamo il Côtes de Provence Corail di Château de Roquefort, un rosato provenzale minerale e beverino che si accompagnerà perfettamente con la preparazione.

Le vongole

Le vongole veraci richiamano in mente uno dei piatti più famosi e apprezzati della cucina italiana: gli spaghetti con le vongole da abbinare ad una generosa grattugiata di bottarga di Cabras. Le uova di muggine apporteranno una piacevole sapidità, ma il gusto più delicato rispetto alla bottarga di tonno non coprirà le delicate vongole. Giocando con la sapidità della bottarga osate con un vino come l’Emtivì di Altura, dove uve di trebbiano, malvasia e vermentino dell’Isola del Giglio danno alla luce un bianco macerato, solare, avvolgente e mediterraneo. Le vongole si prestano benissimo anche per la fregola sarda, a cui potrete aggiungere altri molluschi o crostacei a piacimento. Per questo piatto la tradizione dell’Isola chiede una bottiglia di vermentino sardo come Li Sureddi di Antichi Vigneti Manca, un bianco leggermente macerato, sapido e solare con una bella lunghezza.

Le capesante

Le capesante grazie alla scenografica conchiglia si prestano molto per essere gratinate, offrendo un piatto veloce e semplice perfetto come apri-pista a tavola. Per questo gustoso antipasto il vino da affiancare è il Beaujolais Blanc Chateau Cambon del Domaine Lapierre, uno chardonnay di grande eleganza, dove freschezza e sale chiudono il sorso. Le capesante possono anche essere scottate in padella, dopo aver prelevato il mollusco dalla conchiglia, con poco olio e del vino bianco, abbinate ad un contorno di salicornia appena sbollentata per ritrovare nel piatto tutto il profumo del mare. Anche qui l’abbinamento è uno chardonnay, in questo caso abbandoniamo la Francia per spostarci in Trentino Alto Adige, con il Tonsur di Pranzegg. Teso e scalpitante coniuga freschezza, mineralità e una sfumatura velatamente aromatica.

Le ostriche

Lussuose regine dei mari le ostriche sono una prelibatezza, alcuni le utilizzano anche come ingredienti all’interno di preparazioni, ma noi preferiamo consumarle freschissime e crude, senza neanche il limone a coprirne il gusto. Ci sono diverse varietà di ostriche, fine o plate, francesi o italiane che offrono sfumature di gusti che vanno dal cetriolo, all’anguria, fino alla nocciola e ai funghi. La tradizione francese prevede un abbinamento didascalico con il muscadet. Divertitevi a sperimentare le diverse varietà di ostriche insieme ai melon de bourgogne, vitigno che dà vita al muscadet, di Domaine de L’Ecu. A Domaine de L’Ecu il melon de bourgogne viene declinato in tre versioni: Classic, dal naso fine e profumato e contraddistinto da grande agilità, Orthogneiss, da uve coltivate su rocce metamorfiche che danno vita a un vino di massa e struttura, e infine Granite, un melon profondo e minerale da rocce granitiche.
Se invece siete amanti dell’ostrica accompagnata dalla raffinatezza della bolla puntate sul Crémant de Raphael de Les Vins Pirouettes o allo Champagne Terre Blanc de Noirs del Domaine Augustin.

Ma il mare non offre solo conchiglie, portate in tavola anche ricci di mare, scampi e gamberi, da assaporare al naturale o all’interno di preparazioni. Con i piatti a base di ricci aprite una bottiglia di Monte dei Frati di La Felce, un vermentino lunigiano polposo e salmastro. Gli scampi e i gamberi si troveranno a loro agio con Kin(g)tanino di La Ricolla, altro produttore Triple “A” ligure, che offre una versione di vermentino leggermente macerato, con grande beva e sapidità.

Se vi state chiedendo se basta così poco a prolungare l’estate, la risposta è sì, un calice di vino vivo come il mare e uno di questi piatti vi porteranno immediatamente a perdervi in questi attimi di estate rubata.

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