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Che vino bevo con le lenticchie?

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Che vino bevo con le lenticchie?

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Per salutare il nuovo anno non possono mancare sul tavolo le lenticchie! Scegli il vino degli Agricoltori Artigiani Artisti da abbinare!

Se c’è un ingrediente che compare sempre durante il cenone di Capodanno, questa è la lenticchia. Questo legume infatti, tradizionalmente, è considerato un auspicio di fortuna e ricchezza da consumare a Capodanno.
Vi siete mai chiesti da dove arrivi questa tradizione? È un retaggio culturale che dobbiamo agli antichi romani, quando per festeggiare il nuovo anno, che all’epoca cadeva il primo di marzo, si regalava ai propri cari un borsellino colmo di lenticchie con l’augurio che si trasformassero in monete durante l’anno.

Nonostante i secoli passati e lo scorrere della storia la lenticchia ancora oggi non ha perso il suo ruolo di talismano, questa volta in tavola. Per chi non è scaramantico, però crede nella regola che “tentar non nuoce”, vi proponiamo qualche abbinamento per portare le lenticchie in tavola per il cenone di Capodanno.

Le lenticchie, infatti, esistono di ogni dimensione e colore: le eleganti Beluga ricordano il caviale, quelle verdi di Le Puy sono una prelibatezza francese, o le gialle e le rosse decorticate colorano qualsiasi piatto. Ma, forse siamo di parte, le lenticchie più buone per noi sono le lenticchie di Pacina, originarie da un seme selezionato a Castelluccio Norcia. La tradizione le vuole in umido, per gli onnivori accompagnati dallo zampone o dal cotechino, e nel calice non può mancare un buon rosso.

Noi in questo caso stappiamo una barbera piemontese, la Barbera di Migliavacca è nervosa e di carattere e con la sua acidità si presta bene anche all’abbinamento con l’untuosità del cotechino. Spostandoci verso la Langa, la Barbera di Nadia Curto ci mostra agilità nel sorso e grande frutto. Sempre barbera, ma in questo caso in assemblaggio con dolcetto e ancellotta, il Mounbè di Cascina degli Ulivi, un fuoriclasse corposo, asciutto e di grande complessità. 

Ma le lenticchie, oltre che in umido, si prestano a tantissime preparazioni. Un antipasto divertente è l’hummus di lenticchie da abbinare a focacce o crostoni da intingere. Nel calice versiamo un bianco, fresco e leggermente aromatico per giocare con la speziatura dell’hummus, come l’Aorivola di I Cacciagalli. La zuppa di lenticchie è un piatto caldo, adatta ad essere servita come entrée, prima di passare ai secondi. Insaporitela con una grattugiata di zenzero e del curry per portare un tocco esotico in tavola. In tavola stappate un pinot nero, elegante, sottile e con poco tannino, come il Dambach-La-Ville di Beck-Hartweg. Questo rosso fresco e di polpa si muove in abbinamento con questo piatto con eleganza e classe.
Per chi non rinuncia alla lasagna, provate la versione vegana con un ragù di lenticchie che non vi farà assolutamente rimpiangere la carne. In abbinamento optate per un rosso, corposo e di struttura da uve sangiovese. Il Majulina della cooperativa agricola e sociale Calafata è un sangiovese della Lucchesia, sinuoso ed elegante, che si presta ad essere pronto anche dopo pochi anni in bottiglia.

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