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Che vino bevo con le lasagne?

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Che vino bevo con le lasagne?

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Viva le lasagne, al ragù, al pesto e con le verdure! Consigli e suggerimenti per gustare le lasagne con i vini degli Agricoltori Artigiani Artisti.

Solo a nominarle, le lasagne, richiamano subito la domenica, i pranzi con i parenti e casa. Il ragù che sobbolle in pentola nella cucina della nonna, la pasta da sfogliare con la mitica Imperia, e infine gli innumerevoli strati di pasta alternati a besciamella, formaggio e sugo.
Le preparavano già i romani, con sfoglie di pasta farcite di carne, poi in epoca medievale l’arrivo della pasta all’uovo nel nord Italia iniziò a dare alle lasagne la forma che oggi conosciamo, infine a metà del cinquecento sbarca dalle navi di ritorno dalle Americhe il pomodoro e la sua salsa che le impreziosisce ulteriormente.
Oggi questo primo piatto è una preparazione tipica di Bologna e Napoli che si contendono i natali con le due diverse varianti. La prima differenza nelle due preparazioni sta nella pasta, all’uovo per la bolognese e di farina e acqua per la napoletana, nell’uso della besciamella al nord e della ricotta al sud, e infine anche nel ripieno, più ricco nella variante partenopea. Ma le differenze nelle diverse versioni di questo piatto sono molte di più, noi vi raccontiamo le nostre ricette preferite e i vini con cui ci piace abbinarle!

Per gli amanti del sugo bisogna solo scegliere tra la versione emiliana con pasta all’uovo “tinta” di verde con gli spinaci, besciamella e ragù e la versione napoletana, più ricca grazie all’aggiunta nel ragù di salumi, polpettine fritte e ricotta. Per chi sogna la riviera la versione ligure è da far girare la testa: con il pestato di basilico che sostituisce il ragù, ma non temete non ne manca la consistenza grazie all’aggiunta di fagiolini e patate legati insieme dalla besciamella.

Infine per chi non ama la carne, sbizzarritevi con le lasagne di verdure, con tutte le varianti del caso. Una delle versioni vegetariane che più ci piace? Le lasagne con gli asparagi! Un piatto appetitoso che parla di primavera e vede gli asparagi saltati in padella e uniti alla besciamella.

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Con le lasagne al sugo, grazie all’acidità del pomodoro possiamo rivolgere lo sguardo verso vini con più corpo, via libera quindi ai rossi e ai rosati. Per la variante napoletana potete osare su vini più potenti grazie alla ricca farcitura del piatto, con il Vino Rosso di Marco Tinessa troverete nel bicchiere un vino di polpa e succo che saprà accompagnare, grazie alla potenza dell’aglianico, anche i condimenti più ricchi. Sì, anche le polpettine fritte che spesso si nascondo dentro le lasagne delle nonne partenopee. Se invece nel piatto avete davanti la versione bolognese, scegliete sì un rosso, ma di minor corpo, per non nascondere il gusto delicato della sfoglia di spinaci. Un abbinamento classico che strizza l’occhio alla regionalità è con il Lambrusco dell’Emilia Discorde di Perseveranza, la combinazione tra salamino e grasparossa lo rende scorrevole e profumato, perfetto per l’abbinamento con il ragù mentre la bollicina mossa è perfetta per ripulire la bocca dalla besciamella.

Per le lasagne al pesto la scelta invece ricade su un bianco profumato, fresco e sapido. Se però nel pesto ricercate grosse quantità di aglio optate per un vino che faccia qualche giorno di macerazione, in questo modo nel calice avrete un vino di maggiore corpo e spessore che riuscirà a reggere il gusto più intenso. Per noi la scelta è facile, ricade sul Vino Prezioso di La Felce: con cinque giorni di macerazione questo bianco parla, franco e sincero, con la cadenza ligure e strizza l’occhio alla freschezza e alla sapidità. Quando nel piatto si fanno strade le verdure, più delicate del ragù di carne ma anche del pesto, bisogna trovare un vino che le rispetti senza sovrastarne il gusto.
Molto ovviamente dipende dalle verdure che scegliete di rendere protagoniste del piatto, noi come abbiamo detto abbiamo un debole per gli asparagi, però in linea di massima la scelta è da far ricadere su vini composti da varietà a bacca bianca, profumati e delicati e per questo capaci di esaltare il gusto e i profumi delle verdure di stagione. Il Classic di Domaine de L’Ecu è un vero classico, versatile grazie al naso profumato e alla grande mineralità, saprà stupirvi per la sua bevuta tesa e sapida!

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