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Che vino bevo con la zuppa di cipolle?

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Che vino bevo con la zuppa di cipolle?

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Qualche spunto su come portare in tavola le cipolle: dalla soupe à l’oignon alle varietà regionali della zuppa di cipolla in abbinamento ai vini degli Agricoltori Artigiani Artisti.

La zuppa di cipolle è una preparazione che si adatta ai lunghi pomeriggi uggiosi dell’inverno. La cottura è lenta, fatevi quindi compagnia con un bel libro e un calice di vino. Ma prima di dedicarsi alla ricetta è necessario chiarire un punto: una cipolla non vale l’altra. Si fa presto a dire zuppa ma per preparare quella perfetta è fondamentale la scelta della cipolla adatta. Via libera quindi a tipologie dolci e dal gusto delicato e scartate, invece, le varietà dal sapore più deciso.

Dalla Francia viene la soupe à l’oignon con cipolle dorate, l’onnipresente burro francese e la fetta di pane con il Gruyère grigliato. Se in Francia il Gruyère è d’obbligo, la ricetta è adattabile anche con il parmigiano grattuggiato o, perché no, anche con il pecorino per un gusto ancora più forte.
Dal nome meno chic ma altrettanto buona è la variante italiana del piatto: la zuppa di cipolle, a cui si ben presta quella di Brunate. Quest’ultima, originaria dal territorio comasco, si caratterizza dal sapore incredibilmente delicato che si adatta perfettamente alle zuppe. Ma la zuppa di cipolle è altrettanto diffusa in tutta Italia e le diverse varianti regionali ne sono la prova, passando dalla toscana Carabaccia, con la cipolla invernale di Certaldo unita a fagioli e carote, fino alla Licurdia, calabrese dove le cipolle rosse di Tropea si sposano con il caciocavallo silano.

Come scegliere la bottiglia giusta da portare a tavola? Con la regina delle zuppe che ha stregato anche la corte di Versailles versiamo nel calice il Sancerre Clos Paradis di Domaine Fouassier, rotondo e delicato. Il sauvignon blanc infatti con l’alta acidità riuscirà perfettamente a bilanciare la dolcezza della cipolla dorata. Anche per la zuppa con le cipolle di Brunate la scelta cade su un vino dove ritroviamo acidità e freschezza , ma in questo caso il sauvignon si accompagna ad altre varietà a bacca bianca, e scegliamo il Nuovo Paradisetto Bianco del nostro progetto Avanguardia. Per le ultime due ricette puntiamo su un vino toscano scegliendo per la Carabaccia una bottiglia di Pacina di Pacina. Ma non fatevi trarre in inganno, non si tratta di un semplice abbinamento regionale: questo rosso da uve sangiovese gioca in bilico tra corpo e freschezza adattandosi perfettamente alla variante della zuppa con i fagioli. Per la dolcezza delle cipolle di Tropea e la scoglievolezza della provola scegliete il rosato di Sergio Arcuri con il suo Marinetto. Sale e freschezza per una beva inconfondibile che insieme al frutto del gaglioppo incontrano la dolcezza delle cipolle.

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