
Ci sono poche cose che sanno fare emozionare più di un buon piatto di pasta con i frutti di mare abbinato con il giusto calice di vino. La differenza tra una preparazione eccezionale e una mediocre sta in alcuni semplici accorgimenti: scelta di materie prima freschissime che seguono il naturale ciclo biologico dei frutti di mare. Che sia folklore popolare o no, come per il detto che “ le cozze si mangiano nei mesi senza la r”, in alcuni mesi le cozze sono più piene: informatevi sui periodi riproduttivi dei vari molluschi ed evitateli in alcuni mesi. Spurgare sempre le conchiglie in acqua salata, e non buttare l’acqua rilasciata, ma anzi utilizzatela per mantecare la pasta! Infine scegliete la pasta correttamente, bandite gli spaghetti sottili e date via libera a formati leggermente più spessi, come gli spaghettoni o le linguine del Pastificio Fabbri, in modo che il sughetto abbia abbastanza superficie per fare grip. Il risultato? Una forchetta di mare!

Le nostre varianti preferite sono i classici ed elegantissimi spaghetti con le vongole, da impreziosire con qualche scaglia di bottarga, la versione più rustica e gustosa con le cozze, e infine la proposta meno usuale con i cannolicchi. Per gli amanti dei gusti marini più forti provate con i ricci, da novembre a marzo quando i ricci sono più grassi e non si compromette il ciclo riproduttivo di questi invertebrati. Come scegliere il vino adatto da portare in tavola? In cantina cercate tra i bianchi più freschi e con una buona mineralità per esaltare il gusto marino del piatto, controllate anche i vitigni: quelli aromatici rischierebbero di sovrastare il gusto delicato dei molluschi, quindi optate per vitigni non aromatici o al massimo semi-aromatici caratterizzati da acidità. Con l’eleganza e la delicatezza della vongola provate ad abbinare un Muscadet. I francesi lo hanno pensato per l’aperitivo con le ostriche, ma anche con questa pasta dà grandi soddisfazioni. L’Orthogneis di Domaine de L’Ecu, un muscadet da uve Melon de Bourgogne, sottile ed elegante evolve su profumi agrumati e iodio e si sposa alla perfezione con il piatto. Se invece avete scelto le paffute e aranciate cozze stappate Les Genêts di Château De Roquefort, un rolle (il vermentino d’oltralpe) coltivato sulla costa provenzale. Dal naso preciso e minerale richiama al sorso gli agrumi. Per i buffi cannolicchi, dalla carne polposa e dolce, il vino da abbinare è il Li Sureddi Bianco di Antichi Vigneti Manca, un bianco solare e di grande sapidità che racconta la costa della Romangia.
Con sua maestà il riccio marino saliamo in Francia fino ai terreni silicei della Loira con il Sancerre Blanc Les Romains di Domaine Fouassier. Aereo, teso e minerale vorreste che il calice non finisse più!