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Che vino bevo con la parmigiana di melanzane?

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Che vino bevo con la parmigiana di melanzane?

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Tre varianti della parmigiana di melanzane più la moussaka, infiltrata estera, in abbinamento ai vini delle Triple “A”. Un tuffo in mare mentre aspettiamo le vacanze.

Se c’è un cliché estivo è la famiglia numerosa, l’ombrellone e l’immancabile borsa frigo contenente lei, la star della spiaggia: la “parmiggiana”!

Sarà per il gusto della melanzana fritta, l’untuosità del formaggio che fila o il profumo di basilico del sugo, però alla parmigiana ben pochi resistono. Questo piatto, infatti, è un cavallo di battaglia sia a casa sia al ristorante. Il procedimento è piuttosto semplice: in teglia si dispongono le melanzane a fette, con sugo e formaggio. Ma in ogni cucina la cottura della melanzana segue regole tutte sue, in base a origini, influenze e gusto personale.
La ricetta più classica, alla napoletana, vede le melanzane impolverate di farina e fritte ma per i più temerari esiste la versione salernitana, che vede la melanzana indorata e poi fritta. L’indoratura viene dal passaggio nell’uovo sbattuto, passata poi nella farina prima della frittura, non deluderà certamente. Se invece il caldo, che si spera sia ormai alle porte, spaventa provate la variante con le verdure grigliata: la versione light che però non manca di gusto. Per chi invece vede le vacanze ancora come un miraggio lontano dedicatevi ad un viaggio culinario e portate in casa un po' di Grecia con la moussaka, il timballo di melanzane, besciamella e carne tritata.

La scelta del vino da portare in tavola non è da sottovalutare per assaporare al meglio questa preparazione. L’etichetta vuole vini di struttura e complessi, capaci di sostenere il tripudio di gusti che affollano la bocca con la prima forchettata. La parte grassa del formaggio, l’acidità del sugo e l’untuosità della frittura sono gli elementi da bilanciare con vini corposi e vitigni importanti. Seguendo la regola degli abbinamenti regionali l’aglianico può diventare il vostro migliore alleato. Per la versione salernitana, dove la melanzana incontra l’uovo, la scelta ricade sul Phos de I Cacciagalli. Un aglianico in purezza, campano, e con la grinta giusta con bilanciarsi con il piatto. Per la versione classica tradizionale l’abbinamento esce dall’ordinario con un rosé di xinomavro, vitigno considerato il cugino greco del nebbiolo. Lo Stalisma Rosé con la sua acidità, struttura e materia porterà a termine un matrimonio di successo con questa ricetta partenopea. Se avete scelto l’opzione più light con gli ortaggi grigliati e non fritti vi proponiamo un accostamento diverso, torniamo sì sull’aglianico ma in questo caso come mosto. Sì avete capito bene, la scelta ricade sulla birra Lambic Druiff Aglianico di 3 Fonteinen che unisce la maestria dei mastri birrai belgi al mosto delle uve di Marco Tinessa.
Con la moussaka, contro ogni aspettativa, vi proponiamo un bianco: la macerazione dell’Assyrtiko di Ariousios porta struttura e sfumature ossidative alla bevuta mentre la chiusa salata ripulisce il sorso per un abbinamento che vi porta dritti su una spiaggia bianca accarezzati dal vento delle Cicladi.

Se anche le ferie sono ancora lontane adesso avete il trucco per portare dentro casa un po' di estate. Non serve altro che un tavolino al sole, la parmigiana fredda del giorno prima e una bottiglia fresca. Gli inglesi la chiamerebbero staycation, l’arte di stare in vacanza a casa, noi preferiamo chiamarla “la dolce vita”.

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