
È partito il count-down a Natale: intorno a noi festoni e lucine colorano i palazzi e partono le corse ai regali. Se c’è qualcosa che rimane sempre uguale di anno in anno è la certezza che alla radio sentiremo Mariah Carey e Michael Bublé, e che sul tavolo sarà presente almeno un panettone.
Ma il panettone è un alimento astuto, sa riciclarsi in ogni portata e in ogni forma, così potreste trovarlo torreggiante in versione gastronomica farcito da vostra madre con affettati, formaggi, pesce o verdure. Ma anche la stessa variante a dessert potrebbe presentarsi sotto forma di una pietanza salata, a ribadire la sua versatilità. Non c’è da stupirsi se lo chef Renè Redzepi lo scorso anno aveva scosso il web con il suo toast di panettone e formaggio grigliato e, anche, Federico Francesco Ferrero qualche anno fa lo proponeva con il burro e le acciughe.
Se invece siete parte di quella fazione che venera il dessert come parte fondamentale di un pasto, probabilmente a casa vostra il pandoro e il panettone accompagnano il caffè e la frutta secca. Ma oltre i classici, esistono anche moltissime varianti regionali, provate a procurarvi un pandolce genovese per scoprire un panettone più basso e secco ricco di pinoli e frutta secca.
Come scegliamo il vino da portare in tavola?
Per il panettone gastronomico seguiamo la farcitura. Se abbiamo scelto una versione vegana, che lo vede ripieno con verdure e hummus colorati, cerchiamo un vitigno aromatico con acidità sostenuta, capace di non sovrastare la delicatezza degli ortaggi e di smorzare la cremosità dell’hummus. Per noi la scelta ricade su un sauvignon blanc, e Stella Maris di Domaine Noella Morantin con la sua grinta e il sorso sapido, sarà il nostro perfetto alleato.
Per un panettone gastronomico farcito con affettati e salumi, tra speck e brie, prosciutto e formaggio, bresaola o mortadella, bisogna andare a ricercare un vino che sappia smorzare la stagionatura delle carni. Il Centenario di Perseveranza è un lambrusco frizzante rosato, energico e affilato, che ben si adatta al piatto.
A natale in casa si mangia pesce? Bene, farcite il vostro panettone gastronomico con burro e acciughe, gamberetti in salsa, mousse di pesce e, per chi ama esagerare, un velo di burro e un po' di caviale. Noi a questo menù un po' opulento non possiamo che abbinarci uno chenin blanc della Loira, ça va sans dire. Il Vouvray Le Haut-Lie Sec del Domaine Huet è affascinante, equilibrato e dal finale lunghissimo.
Il panettone grigliato con il formaggio alla Renè si adatta a qualsiasi momento della giornata, ma permettetemi, forse lo chef non ha mai assaggiato il Filet di Piero Carta perché nel suo video mancava un calice di malvasia in stile ossidativo. Il naso enigmatico e profondo profuma di frutta secca e liquirizia e il finale sapido si sposa alla perfezione con la dolcezza del panettone fragrante.
Per gli amanti del dessert, tra panettoni, pandori e frutta secca quest’anno abbiamo pensato per voi una soluzione che mette d’accordo tutti: un trittico di vini dolci che piaceranno a tutti i commensali. Dentro trovate il Canelli Docg, l’ex Moscato di Bera, il Recioto di Musella un vino rosso dolce e succoso e lo Sherry Moscatel Dorado di César Florido complesso lungo e gustoso.
Per il pan dolce genovese invece regalatevi una bottiglia di Sciacchetrà di Possa, il vino dolce delle Cinque Terre che profuma di estate, mare e riviera. Non ve ne pentirete.