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Che vino bevo con il minestrone?

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Che vino bevo con il minestrone?

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Minestrone con la pasta corta, alla milanese e la variante genovese con il pesto: spunti per abbinare i vini Triple “A” al minestrone.

Il comfort food per eccellenza, croce dei bambini di tutto il mondo e delizia degli adulti, è quel piatto che scalda la tavola nelle fredde serate invernali. Il minestrone fa infatti tesoro di tutti gli ortaggi invernali, a cui si possono aggiungere legumi e pasta, e ne crea un piatto completo impossibile da resistergli. Giorgio Gaber cantava in un suo celebre pezzo che il minestrone è di sinistra, noi su questo non ci sbilanciamo, però sicuramente può dare via libera ad un sacco di varianti svuota frigo, il procedimento infatti è semplice: un soffritto di cipolle e carote, verdure di stagione come patate, zucca, verza e cavolo, e poi spazio alla creatività! Noi vi raccontiamo le nostre tre varianti preferite, quelle che a casa portiamo a tavola accompagnate da una bottiglia di vino degli Agricoltori, Artigiani, Artisti, e qualche trucco sugli abbinamenti.

Non si può iniziare a parlare di minestre senza prima aver parlato della versione più classica, che per noi, è il minestrone con la pasta corta. Se il minestrone nasce infatti come piatto povero deve soddisfare uno dei bisogni più importanti: placare la fame, ed è così che alle verdure nel corso della storia si sono aggiunte prima le patate e poi la pasta. I formati di pasta che più si adattano sono i ditali e i liguri scucuzzun, formato dalla forma sferica che prende il nome e la forma dall’arabo couscous. Dal capoluogo lombardo viene invece la variante del minestrone alla milanese, che in virtù di una tradizione contadina utilizza esclusivamente ingredienti locali: quindi la pasta si trasforma in riso e al piatto si aggiungono cotenna e lardo. Le tipologie di riso utilizzate tradizionalmente sono il maratelli e il vialone, più adatti alle cotture nelle minestre. Infine come non parlare di una delle nostre versioni preferite: il minestrone alla genovese, che vede al suo interno una generosa cucchiaiata di pesto aggiunta prima di servirlo. Buonissimo d’inverno ma si adatta alla perfezione d’estate servito tiepido, provare per credere!

Come scegliere la bottiglia giusta da portare in tavola? L’immaginario collettivo vorrebbe il minestrone come un piatto frugale, da accompagnare con un bicchiere d’acqua, o tuttalpiù con un calice di vino semplice e senza fronzoli. Abbiamo voluto provare a cambiare le carte in tavola e offrire degli abbinamenti che valorizzino questo piatto. Con il minestrone con la pasta corta in tavola si presta bene il Lemme Lemme di Buondonno, un Chianti “vecchio stampo” che vede il sangiovese blendato a varietà locali, le cui uve provengono da vecchie viti maritare all’acero. Grazie all’untuosità e alla succulenza intrinseca del piatto il tannino del vino troverà un perfetto alleato, complice anche l’affinamento in tini di ceramica che alleggerisce il vino regalando mineralità e agilità di bevuta, senza sovrastare la delicatezza delle verdure. Con il minestrone alla milanese, grazie alla presenza del lardo e delle cotiche e alla grassezza che apportano al piatto, in tavola portate (rigorosamente a testa in giù) un fuori classe che lascerà tutti i commensali senza parole: il Puro Rosé di Movia. Una bollicina rosata dalla bocca piena e tagliente che saprà farsi strada anche tra il gusto intenso delle cotiche e del lardo. Infine il minestrone alla genovese, dove il gusto intenso e aromatico del pesto di basilico, troverà nel G..a di Valdisole un valido alleato, sia in inverno ma anche in estate. Questo bianco macerato presenta infatti grip, sale e, soprattutto, morbidezza per contrastare la tendenza amarognola che possono apportare alcuni tipi di verdure!

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