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Che vino bevo con gli gnocchi?

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Che vino bevo con gli gnocchi?

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Gnocchi al Castelmagno, alla sorrentina e alla romana: tre varianti degli gnocchi e qualche spunto per abbinarli ai vini degli Agricoltori Artigiani Artisti.

Dalla forma tondeggiante, soffici e gustosi, gli gnocchi sono un primo piatto che mette d’accordo grandi e piccini. L’origine di questo piatto però va ricercata lontano, nel passato, quando le patate arrivate dall’America si fecero largo nelle cucine e nelle case nelle campagne italiane. Le patate, schiacciate, venivano unite a farina e uova e condite con ingredienti tipici della zona. Oggi la preparazione non è cambiata, ed è talmente semplice e veloce da fare che è un peccato comprarli già fatti, quindi allacciate il grembiule e andate a recuperare gli ingredienti! Normalmente si utilizzano patate a pasta bianca, più ricca di amido e dalla consistenza farinosa, e si consiglia di utilizzare i tuberi più vecchi, che contengono meno acqua e permettono di utilizzare meno farina. L’umidità dell’impasto è infatti fondamentale per la preparazione degli gnocchi: troppa umidità porterà gli gnocchi a sfaldarsi, ma attenzione a non eccedere con la farina per correggere l’umidità delle patate perché diventeranno duri e gommosi. Un segreto per asciugare le patate se non trovate la varietà a pasta bianca o se le trovate solo giovani? Asciugarle in forno a 100 gradi per qualche minuto!

Noi come al solito vi raccontiamo le nostre tre varianti preferite e cosa versare nel calice per valorizzare al massimo la ricetta e il vino! Iniziamo con un grande classico, che manda su di giri gli amanti dei formaggi, gli gnocchi al castelmagno: conditi con una salsa a base di burro, latte e un generoso pezzo di questo formaggio erborinato a pasta semidura. Per la seconda variante, abbandoniamo il Piemonte per scendere verso la Campania, la base resta la stessa ma cambia il condimento: pomodoro e mozzarella. Stiamo parlando degli gnocchi alla sorrentina che racchiudono in sé due ingredienti cuore della cucina campana e vengono cotti in forno. Infine poiché la famiglia degli gnocchi è grande e varia, possiamo infatti contare tre categorie differenti, di patate, di semolino e i canerderli, noi vi parliamo degli gnocchi alla romana. Questo piatto laziale prevede medaglioni ottenuti dall’impasto di semolino, latte, burro e uova disposti in una teglia irrorata di burro e parmigiano reggiano.

Cosa prendere dalla cantina per questi piatti? Con un piatto opulento e ricco come gli gnocchi al castelmagno ricercate un vino dove la trama tannica sia fitta e la cui acidità sappia tenere testa alla parte grassa del formaggio. Noi siamo rimasti in Piemonte ma abbiamo scelto qualcosa di inusuale come la Vanitosa di Nadia Curto, un blend di nebbiolo e barbera che mette insieme nervo, struttura e calore. Con gli gnocchi alla sorrentina invece nel calice versiamo un vino che sappia reggere l’acidità del pomodoro e l’untuosità del piatto. Cercate quindi un vino tannico e alcolico, in questo caso noi abbiamo scelto il Phos dei Cacciagalli, un aglianico affinato in anfora per 8 mesi. L’anima del vitigno profonda e importante risulta ingentilita dall’affinamento dando vita ad un vino di materia, voluminoso ed elegante che si abbina perfettamente con questo piatto. Infine per la croccantezza degli gnocchi alla romana e l’untuosità del burro che li accompagna scegliete una bollicina dissetante che sappia rinfrescare la bocca. Mettete in fresco una bottiglia di Mario Natur di Keltis, uno spumante secco a base di chardonnay e rumeni plavec e lasciate che questa bollicina cremosa e dinamica vi avvolga il palato!

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