Per capire l’anima di Cascina degli Ulivi (Gavi) vi raccontiamo la storia dei due vini che più la rappresentano: il Filagnotti e il Montemarino. Parliamo di due vini che all’apparenza possono sembrare molto simili, ma che palesano due mondi che potremmo definire agli antipodi. Montemarino e Filagnotti sono due vini da uve cortese in purezza, ma sono anche due vigneti...
Montemarino e Filagnotti sono due vini da uve cortese in purezza, ma sono anche due vigneti. Entrambi si trovano sulla stessa collina, a poche centinaia di metri di distanza in linea d’aria l’uno dall’altro. Le vigne di Filagnotti sono esposte a sud-ovest e rivolte verso l’arco Alpino, mentre Montemarino è caratterizzato da un microclima tutto suo: rivolto a sud verso il mare risente delle brezze che da questo terreno spirano.
Il terreno di Filagnotti è caratterizzato da argille rosse limose ricche in ferro, che gli conferiscono una spiccata acidità, mentre il Montemarino è caratterizzato da marne bianche calcaree che gli donano una forte spalla (struttura).
La vinificazione di entrambi viene fatta in legno: il Montemarino subisce una breve macerazione di 24-48 ore per estrarre un po’ di tannino che gli conferisce quello slancio, cosa di cui non necessita il Filagnotti già dritto e teso per sua natura. L’affinamento invece avviene in contenitori diversi: il Filagnotti in botti di acacia mentre il Montemarino passa attraverso botti di rovere.
Il risultato è che in bottiglia avremo due vini vivi completamente diversi, che Stefano amava descrivere con queste parole:
"Il Filagnotti riesce ad essere allo stesso tempo setoso e sapidissimo, elegante e opulento; un vino che si caratterizza per il contrasto tra la sua finezza e la sua grassezza, capace di trovare equilibrio tra concetti opposti."
"Montemarino è la misteriosa anima femminile. Affascinante, indefinibile, introvabile. Che sta ovunque e in nessuna parte. È il contrario del Filagnotti. Un vino che vi invita all'introspezione, senza dirci tutto".
Le persone si dividono in due categorie: Filagnottisti e Montemarinisti. Tu da che parte stai?
Soltanto chi coltiva direttamente il vigneto può instaurare un rapporto corretto tra uomo e vite, ed ottenere un’uva sana e matura, esclusivamente con interventi agronomici naturali.