Triple A

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Introduzione del decalogo Triple "A" scritto da Luca Gargano nel 2003

La maggior parte dei vini attualmente prodotti nel mondo sono standardizzati, cioè ottenuti con tecniche agronomiche ed enologiche che mortificano l’impronta del vitigno, l’incidenza del territorio e la personalità del produttore.
La standardizzazione sta generando vini simili in ogni angolo del pianeta, appiattiti nei caratteri organolettici e incapaci di sfidare il tempo.
L’utilizzo della chimica nel vigneto e l’utilizzo dei lieviti selezionati in laboratorio sono le due cause principali di questa standardizzazione.
I grandi vini, i vini emozionanti, sono frutto di un lavoro agricolo ormai quasi scomparso e di una vinificazione la meno interventista possibile. Il vigneto coltivato come un orto.
Il manifesto dei produttori Triple A indica i criteri di selezione fondamentali che accomunano gli ultimi superstiti che producono vini degni di essere un mito come è sempre stato nella storia dell’uomo.

Le Triple "A" dieci anni dopo

Dieci anni fa nascevano ufficialmente le Triple A. Sono nate dal sogno che un giorno l’onestà sarebbe diventata di moda. Le lobbies delle multinazionali della chimica, utilizzando le università, il potere politico e i mass media, erano riuscite a distruggere il vino trasformandolo in una bevanda standardizzata, senza anima e di difficile consumo.

In questi dieci anni abbiamo assistito a un rinascimento del vino; sono nati moltissimi nuovi produttori che, applicando i principi generali del nostro protocollo, producono vini buoni, gustosi e salutari, e molti altri sono ritornati sui loro passi, comprendendo che il futuro è nel passato, riprendendo i metodi agricoli e di cantina dei loro padri e nonni.

La lobby del vino industriale, tecnologico e non tecnico, ha utilizzato tutte le armi a sua disposizione per impedire questo rinascimento. La stampa (i vini naturali puzzano...) e gli organismi statali preposti al controllo della produzione agricola (vedi il sequestro presso Bulzoni di Semplicemente Vino e relativa ammenda di 6000 euro per aver scritto la verità sullo scaffale, o la cancellazione della Doc al più bel vigneto di Gavi, Filagnotti, per aver piantato nei filari alcuni alberi di pesco...) hanno svolto opera di intimidazione tipica della sindrome di Ceausescu, che colpisce i detentori del potere negli ultimi giorni del regime e li porta a compiere i crimini più efferati.

Ma quando l’onda parte non si può più fermarla, e allora la loro prossima mossa sarà quella di cavalcarla.

Le nuove leggi europee permetteranno a un vino biologico di essere prodotto con i lieviti ogm! Tra pochissimi anni tutti i vini saranno biologici.
Questo è il progetto, frutto di un mondo malato che non sa vedere nulla oltre il suo portafoglio.

Le Triple A sono dall’inizio già avanti. Il nostro protocollo ci ha permesso dal punto di vista oggettivo di separare il vino dalle bevande che per legge possono comunque fregiarsi di questo nome, e con l’esperienza e la degustazione di selezionare tra i Vini quelli che rappresentano meglio il terroir da cui provengono. I vini Triple A sono dissetanti, producono convivialità, sono l’espressione suprema del savoir faire umano e simbolo tangibile delle forze d’amore che, partendo da un gesto agricolo positivo, arrivano a chiudere in una bottiglia il soffio del vento, la luce del sole, il respiro della terra, le migliaia, milioni di sentimenti e gesti che sono avvenuti in quel vigneto... E che, versata nel bicchiere, fa schioccare la lingua e brillare la pupilla.