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2 January

Personaggi in carne e ossa

Scritto da Arianna Occhipinti

Il vino naturale è espressione diretta di chi lo anima. Il vino naturale è un vino umano.
Ma davvero avrei potuto raccontare tutto questo a una degustazione, senza che poi gli amici e le persone presenti non si scordassero del vino, dei suoi sentori e dell'impressione che dà una volta assaggiato?
A ripensarci ora se dovessi !asciarmi andare, se il vino naturale è un vino umano, lo descriverei come una persona.
Sì, una persona. Ogni mio vino come un siciliano doc, qualcuno che possa materializzarsi al primo assaggio.
Sì, le prossime degustazioni le potrei fare così, come una sfilata di personaggi in carne e ossa.
Il primo sarebbe Siccagno, il mio Nero d'Avola. Questo vino nato da uve scure e intense ha un'acidità lunga che ogni volta mi fanno immaginare un siciliano scuro, un po' arabo, molto alto e slanciato, con la faccia all'insù e l'aria un po' snob. Li avrete sicuramente visti, passando per le vie delle città di quest'isola: quegli uomini immensi con l'aria malinconica e gli occhi cerchiati.
Un po' filosofi, un po' poeti, alla Battiato. Se mi concentro lo posso anche sentire: parla molto, gesticolando in modo icastico, ma ha un grande calore umano. Potrebbe essere un palermitano lagnuso, ma passionale, decisamente borbonico, e pieno di contrasti maschili: un padre di
famiglia devoto e tradizionalista che ogni tanto ha bisogno di una scappatella. Cammina solitario per le vie della città, ha la coppola sugli occhi e sotto la giacca indossa
delle bretelle.
Poi passerei all'SP68, il Cerasuolo giovane che piace ai giovani. E infatti, quando me lo immagino lo vedo come un ragazzino che sta maturando. All'inizio era un po' "piscia a letto", ma poi nel tempo ha trovato la sua strada. L’SP ha la camminata dinoccolata di chi ha ancora voglia di
divertirsi, di svagarsi, di stare in compagnia e non avere impegni, di godersi le stellate sugli Iblei e di giorno andare al mare in motorino. Con il suo gusto delicato, è un ragazzo aereo e perdigiorno, sempre col sole in faccia.
Indossa un cappello da baseball e gli piace stare in piazza a Vittoria a mangiarsi un gelato. Non disdegna fare lo struscio con gli amici verso le sei di sera. Eppure, nonostante questa sua leggerezza ha molto carattere, un carattere che coinvolge e affascina, che spinge a cercare spesso la sua compagnia.
E poi, ecco, forse con una certa solennità, presenterei il Grotte Alte.
Il Grotte Alte è tutta un'altra "persona". Lui è il Cerasuolo dove ho riversato il tnio desiderio di fare qualcosa di decisivo che chiudesse una prima parte del mio percorso, il percorso di appropriazione e interpretazione del mio terroir. E infatti è un Cerasuolo strutturato, stratifìcato dal mio pensiero e dall'importanza che gli volevo dare. È un vino riposato e mediterraneo, con molta fruttuosità ed elementi floreali sorprendenti, dove senti le escursioni termiche degli Iblei e la sapidità del mare, e in bocca dà delle sferzate inaspettate dove c'è dentro l'aria dei monti e la freschezza di queste terre rosse. Ha conosciuto in modo saggio l'invecchiamento, perché è il vino più ambizioso che ho fatto.
E infatti me lo vedo come un soldato di corte del Settecento. Un siciliano trasferito in una corte europea dopo mille avventure: una specie di Barry Lyndon. Ha modi molto armoniosi, ci tiene molto ad apparire. Lo vedo seduto su una sedia di broccati con il viso incipriato e la parrucca boccolosa che gli incornicia il viso, mentre una spinetta suona della musica da camera. Sembra tranquillo ma in realtà pensa al prossimo duello, dove dovrà presentarsi. In silenzio affila le sue armi, la sua capacità di colpire al cuore.
Infine il Frappato. Lui è l'originale, il ribelle. È un uomo di origine contadina, che però ha studiato come autodidatta, andando contro tutte le aspettative della sua famiglia e della sua terra. È un uomo degli anni Cinquanta fatto di carattere e volontà, che ha lottato per esprimere se stesso al meglio e ora vive in un contesto agiato e borghese. Eppure non si dimentica delle radici e ogni domenica torna a trovare i vecchi genitori, in campagna. Gli piace la caponata che fa la vecchia madre. Non è sposato, non ci pensa, anche se in fondo al cuore lo vorrebbe, ma se proprio dovesse descrivere la donna dei suoi sogni parlerebbe di una donna raffinata, più colta di lui, più ricca. Aspira a elevarsi il Frappato. È un sincero e simpatico arrampicatore sociale. Gli voglio bene, come voglio bene a tutti gli altri. Chissà se anche per loro è così.
Arianna Occhipinti
Dal libro "Natural Woman", Fandango Libri 2013

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