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27 July

Stefano Bellotti e la sua Cascina degli Ulivi: la storia di un veterano Triple "A"

Scritto da Pietro Fasola

Cascina degli Ulivi, di proprietà della famiglia Bellotti dal 1930, sorge sulle colline di Novi Ligure, in provincia di Alessandria, all’interno della DOCG Gavi. Stefano ha solo 18 anni quando, nel 1977, vi si traferisce e la prende in gestione dal padre, medico, che la mandava avanti per passione e per rifuggire dalla città. Stefano inizia a coltivare grano, ortaggi e uva, nonostante allora la Cascina non contasse più di un ettaro vitato, avendo però la fortuna di incontrare il primo dei suoi maestri, Pietro Toccalino, un anziano vicino di casa analfabeta (ricorda sempre Stefano, NdA) che gli insegna le basi della vinificazione “senza enologia”.

Due sono le scelte cruciali di Stefano che influenzano radicalmente tutto ciò che oggi rappresenta la Cascina degli Ulivi: la prima è la via della viticoltura, in parte forzata dalla morfologia e fisionomia dei terreni, argille acido-ferrose, non generosi e difficili da coltivare; la seconda invece è l’approccio agricolo ecologista, una scelta anche politica, di quei tempi considerata fortemente antiprogressista, e quindi più difficile che mai. Ma con gli anni Stefano si accorge di non essere solo ed inizia a conoscere colleghi che la pensano come lui, dapprima maestri e poi compagni di strada, tra cui Alfredo Roagna, storico produttore di Barbaresco, Luigi Brezza, primo agricoltore biodinamico italiano, e Jean-Pierre Frick, produttore biodinamico alsaziano.

Oggi, 40 vendemmie dopo, Stefano Bellotti è tra i pionieri del vino naturale, ambasciatore dell’agricoltura biodinamica e referente italiano dell’associazione Renaissance des Appellations. I suoi vini, tutti da fermentazione spontanea, senza aggiunte di anidride solforosa e fuori dalle DOC, hanno ridato valore e dignità al cortese e sono tra i pochi capaci di raccontare un territorio deturpato da legislazione, enologia e mercato, che oggi produce vini privi di qualsiasi profondità. Ma Cascina degli Ulivi va oltre il vino, e ogni giorno prende sempre più forma l’idea di azienda autarchica che Stefano sogna: insieme al vigneto infatti convivono campi a seminativo, boschi, frutteti, per la produzione di confetture e un orto, che rifornisce la cucina dell’agriturismo, poi l’allevamento bovino di razza cabannina, per la produzione caseria, gli animali da cortile e un forno a legna per la panificazione.

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