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11 July

Heydi Bonanini, un Agricoltore Artigiano Artista che sa coniugare tradizione e innovazione

Scritto da Sophie Riby

Uno potrebbe calpestare un milione di volte il terreno roccioso di Possaitura, piccola valle a monte di Riomaggiore dove risiede l’Azienda Possa, eppure meravigliarsi ogni volta di più per lo spettacolo di rara bellezza che si offre ai propri occhi.
Se Madre Natura è stata l’artefice primordiale di tanta magnificenza, l’impareggiabile fascino di questo territorio è anche e soprattutto l’opera dell’uomo che, in tempi remoti e con grande fatica, ha forgiato, uno dopo l’altro, questi versanti ripidissimi e inospitali, ricavandone terrazzamenti a picco sul mare, dove la vigna è stata impiantata.
Nelle Cinque Terre, il mare incontra la terra e si fonde con essa per formare un paesaggio unico, regalando ai vini spiccate sapidità e mineralità. Perfino le innumerevoli piante aromatiche, che popolano le pendici di questa costa dalla linea frastagliata, corredano i vini con sentori inebrianti di macchia mediterranea.
Heydi Bonanini che è nato e cresciuto tra queste fasce, non si accontenta di lavorare la propria terra con passione e dedizione. Il recupero del territorio è una vera e propria missione per lui. Le Cinque Terre sono un territorio molto fragile e, con l’abbandono progressivo dei terreni coltivati a vite, così come la mancanza di manutenzione dei muretti a secco, le frane si moltiplicano e si assiste purtroppo al lento degrado di un patrimonio unico al mondo.
Ma Heydi non è solo custode del territorio. Si pone anche come custode della tradizione, riproponendo vini dalle radici antiche oramai praticamente scomparsi, come il suo ‘Vin dei Vecci’, vino dedicato ai vecchi contadini che usavano la tecnica del ripasso per produrre quello che veniva chiamato localmente “rinfursat”o ancora “refursat”.
Il Vin dei Vecci prodotto da Heydi si scosta leggermente dal Rinfursat di una volta, in quanto è ottenuto dal ripasso sulle vinacce del suo Sciacchetrà, del suo uvaggio di uve a bacca rosse Canaiolo e Buonamico ‘U Neigru’, e non da uve a bacca bianca
Uno potrebbe pensare che il vitigno Vermentino sia assente dal parco ampelografico di Possa, visto che non figura tra i vitigni presenti nel Cinque Terre Bianco e Cinque Terre Sciacchetrà dell’azienda. In realtà non è così, anzi. Diversi filari di Vermentino sono presenti nel vigneto di Heydi. Tuttavia, non trattandosi di un vitigno tradizionalmente presente nelle Cinque Terre ma di un vitigno importato in epoca moderna, Heydi non lo sente suo e non lo ritiene rappresentativo della tradizione locale. Per questo motivo, lo esclude dall’uvaggio del suo Cinque Terre Bianco e del suo Cinque Terre Sciacchetrà, anche se permesso dalla DOC, previlegiando Bosco e Albarola.
L’abbiamo capito, Heydi ha i piedi saldamente radicati nella tradizione. Però ha anche uno spirito curioso e intraprendente, che lo spinge a percorrere strade alternative. Già da qualche anno, a fianco alle vinificazioni tradizionali in acciaio e legno, sperimenta la vinificazione in anfora. Se finora le prove si sono svolte in contenitori di piccolissime dimensioni, di poche decine di litri, Heydi ha ingranato la marcia acquistando un Clayver, contenitore dalla forma ovoidale realizzato in gres, dalla capacità di 300 litri, dove parte della massa dello Sciacchetrà 2017 sta vivendo una sua propria evoluzione, a fianco al resto della massa che si sta ora affinando in contenitori di acciaio, per poi proseguire nel legno. Anche se la base dello Sciacchetrà 2017 dolcemente cullato dal Clayver è ancora in divenire, giacchè ci dovrà soggiornare cinque anni, lascia tuttavia già presagire qualcosa di eccezionale… nell’attesa, godiamoci lo Sciacchetrà millesimato 2016, che è uno splendore di equilibro e finezza in entrambe le versioni, sia tradizionale che in anfora.

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