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16 February

Domaine de l’Ecu o l’altra faccia del "Pays Nantais"

Scritto da Sophie Riby

Figlia del Massiccio Centrale dove nasce a oltre 1.400 metri sopra il livello del mare, la Loira scorre per oltre 1.000 km, in direzione nord per poi svoltare verso ovest, in un susseguirsi di denominazioni piuttosto note, e finisce la sua corsa nell’Oceano Atlantico a una quarantina di km da Nantes.
E’ proprio nei pressi di Nantes, nel cuore dell’appellation Muscadet Sèvre et Maine, dove il clima temperato di tipo oceanico è mite, umido e ventilato, che si trova il Domaine de l’Ecu.
Da sempre, la cantina è stata un punto di riferimento per molti viticoltori della zona. Bisogna dire che Guy Bossard, il suo fondatore, figlio di vignaioli da diverse generazioni, uomo di grande spessore e altruismo, è stato uno dei pionieri della biodinamica in Loira. Fin dal principio, Guy ha fatto la scelta di un’agricoltura rispettosa dell’ambiente, prediligendo il biologico in un’epoca in cui era decisamente controverso. Nel 1975, è uno dei primi ad ottenere la certificazione bio e nel 1998, la certificazione Demeter.
Nel 2010, dopo una formazione in enologia, subentra Fred Niger Van Herck che fa i suoi primi passi assistito da Guy Bossard. Quando, qualche anno dopo, Fred assume del tutto le redini dell’azienda, non cambia una virgola alla gamma tradizionale che ha reso noto la cantina. Continua a imbottigliare separatamente le uve provenienti dalle varie parcelle di Melon de Bourgogne per valorizzare la varietà del patrimonio geologico.
Le uve provenienti dalle vigne impiantate su Gneiss, Orthogneiss o ancora Granito sono quindi vinificate in grandi vasche di cemento vetrificato per mantenere integro il carattere del Muscadet e permettere ai vini di esprimere al meglio le diverse mineralità proprie ai vari terroir.
Il domaine si sviluppa oggi su 25 ettari, 14 dei quali sono interamente dedicati alla produzione del Melon de Bourgogne. I vini che ne derivano sono dotati di una bella freschezza e note iodate e acquistano una certa complessità per via della permanenza prolungata ‘sur lies’, ovvero sulle fecce fini, fino all’imbottigliamento.
Da un vitigno molto neutro e produttivo come la Folle Blanche, Fred riesce a tirare fuori il meglio. La sua cuvée Margherite, che viene vinificata in acciaio senza aggiunta di solforosa, colpisce per le sue note marine e agrumate e la sua bocca tesa e dritta.
Fred non si limita, però, a mantenere vivo il carattere iniziale dei vini di Guy. Ha dato anche prova di grande creatività affiancando alla gamma tradizionale, dei vini molto personali prodotti con vinificazioni molto originali. Ha acquisito grande domestichezza con le giare di terracotta che adopera oramai da diversi anni. Nulla è lasciato al caso. A Fred, piace sperimentare anfore di varie forme, dimensioni e origini per individuare quella più adatta a un determinato vitigno. Entrare in un’anforaia è sempre un’esperienza unica, addentrarsi in quella di Fred non è da meno. L’atmosfera mistica che aleggia intorno all’ottantina di anfore provenienti dal Vaucluse, dall’Aude o ancora da Impruneta è surreale, regala un senso di pace e serenità simile a quello di un luogo sacro.
È stato l’incontro con i vini di vignaioli eccezionali come Gravner o ancora Foradori, che hanno sposato le vinificazioni in giare di terracotta perpetuando una tradizione antichissima, a convincere Fred a compiere il passo e iniziare ad adoperare uno dei contenitori più affascinante ed enigmatico al mondo, l’anfora. Il risultato è stupefacente: numerose sono quindi le cuvées di Fred, che nascono da una macerazione pellicolare prolungata, non sempre diraspate, e saviamente affinate per mesi nella terracotta prima di essere imbottigliate rigorosamente senza solforosa per preservare la purezza di una materia prima incontaminata.
La creatività di Fred non si ferma però qui. Da qualche tempo, ha messo in pista un nuovo progetto particolarmente originale e inedito, chiamato ‘Le Temps des Copains’. In uno spirito di crescita personale ma soprattutto di scambio con i suoi amici vignaioli, ha iniziato a vinificare e affinare nella sua cantina del Pays Nantais, i mosti provenienti dalla Provenza, dall’Alsazia o ancora dalla Borgogna. Un progetto a quattro mani che vede come protagonisti i vini di Henri Milan, Eric Pfifferling del Domaine de l’Anglore o ancora Francesco De Filippis di Cosimo Maria Masini in Toscana.
Stay tunned perché c’è da scommettere che il ns Fred ce ne riserverà ancora delle belle… anfore

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