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17 November

IL LIBANO DI CHATEAU MUSAR IN VERTICALE

Scritto da Sophie Riby

MERCOLEDI 15 NOVEMBRE - ROMA

Nella scia delle due serate che si sono svolte a Milano e Bergamo a febbraio scorso, anche gli appassionati della capitale hanno avuto la fortuna di prendere parte, mercoledì 15 novembre, alla verticale della storica azienda libanese Chateau Musar, organizzata dalla delegazione ONAV di Roma, in collaborazione con Triple A.

A condurre la verticale è stato Marc Hochar, terza generazione nell'albero genealogico della mitica cantina, coadiuvato da Vito Intini, Presidente dell'ONAV Italia, nonché grande estimatore dei vini di Chateau Musar.

Il vino oggetto della degustazione, il Chateau Musar Rosso, è un blend elaborato a base di Cabernet Sauvignon, Cinsault e Carignano in proporzioni praticalmente uguali, vinificati separatamente e affinati a lungo in contenitori di cemento e barrique di rovere francese di Nevers, prima di essere assemblati e poi imbottigliati per un ulteriore affinamento in bottiglia, lungo tre anni.

Le annate in degustazione erano sei. Come voluto da Marc Hochar, i vini sono stati serviti due alla volta: trattandosi di vini molto personali e fuori dagli schemi, lo scopo era portare il degustatore a confrontare due vini di matrice simile, invece di limitare il confronto ai vini conosciuti di matrici diverse e non pertinenti.

Chateau Musar 2009 e 2006

Ad aprire le danze è l’annata 2009. Si tratta dell'ultima annata messa in commercio visto che i vini di Chateau Musar trascorrano un minimo di 7 anni di affinamento in cantina prima di uscire. Al naso come in bocca, il vino si presenta piuttosto compresso, vittima del mutismo della propria gioventù. Anche se vinificato nelle stesse proporzioni delle altre annate (un terzo di Cabernet Sauvignon, un terzo di Cinsault, un terzo di Carignan) risulta subito palese che il vitigno bordolese abbia preso il sopravvento sui suoi cugini meridionali donando un carattere più cupo al vino, caratterizzato da sentori terrosi e di frutta nera, di pepe e chiodo di garofano e dei tannini scalpitanti. Un'annata piuttosto virile, quindi, che, con il dovuto tempo, acquisterà l'eleganza che contraddistingue i vini di Chateau Musar.

L'annata 2006 invece ci fa intravedere un angolo di paradiso. I tre anni di affinamento in più hanno nobilitato il naso che tende ora verso sentori terziari. Ma non solo. Anche i tannini si sono smussati e trasformati in un velluto che avvolge deliziosamente la bocca. Ci pensa Marc Hochar a farci tornare con i piedi per terra, raccontandoci di questa tribolata annata messa in commercio solo quest'anno, dopo annate più recenti. Ci sono voluti ben 11 anni per domare questa materia recalcitrante.

Chateau Musar 2004 e 2003

Le due annate successive messe a confronto sono la 2004 e la 2003. La prima è caratterizzata da sentori speziati di pepe bianco e salvia e dalla bocca carnosa, mentre la 2003 regala profumi più dolci che ricordano la pasticceria. Allo stato attuale la bocca si presenta meno materica. Però non lasciatevi ingannare, con il tempo acquisterà lo spessore di cui è ora lievemente carente.

Chateau Musar 1998 e 1997

Con l'annata 1998 si tocca letteralmente il cielo. Con il passare degli anni, il vino ha acquistato una finezza e un'eleganza indescrivibili. I profumi hanno raggiunto il loro apogeo, e la trama tannica è setosa come non mai, il tutto coronato da una lunghezza infinita.

Si chiude questa stupenda verticale con un 1997, tripudio di torrefazione e sentori animali. Le sensazioni olfattive di tostatura si ritrovano in bocca con un ricordo di moka.

Non posso concludere senza rendere un dovuto ma soprattutto sentito omaggio a Serge Hochar. Doveroso perché, se è vero che l’azienda è stata creata da Gaston Hochar, è stato suo figlio Serge a dare ai vini di Chateau Musar il loro stile unico e inimitabile, riconosciuto in tutto il mondo, quando, prima ancora dei suoi studi di enologia a Bordeaux, prese le redini dell’azienda nel 1959. Sentito perché, chi come me ha avuto l’onore di conoscere bene Serge, sa quale grande uomo sia stato; un uomo dal carisma immenso, di una saggezza e umiltà senza confini, che ci ha insegnato tanto, sul vino ma, anche e soprattutto sulla vita.

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