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5 April

Il mio pensiero

Scritto da Andrea Marcesini

Secondo me, tutto è iniziato quando ci siamo dimenticati del passato, nonostante avessimo, ed abbiamo tuttora, uno strumento burocratico che potevamo anche utilizzare. Infatti sui disciplinari delle DOC c’è una frase , mai considerata, che recita più o meno così: …..produrre uve e vinificare con metodi Tradizionali…

Il lavoro del contadino, nella tradizione del passato, ha sempre tenuto in considerazione la salubrità dei prodotti e il rispetto della terra, su cui viviamo come semplici ospiti, che dobbiamo custodire per le generazioni future.

Questo “pensiero” costituiva una regola di comportamento più forte e reale di qualsiasi certificazione, era un’ autocertificazione inconscia, ma assolutamente concreta.

Da quando si è perso questo sentimento, questo “impegno” ; sono iniziati i problemi.

Dobbiamo riappropriarci di questo pensiero, di questa filosofia di vita, per riuscire ad affrontare tutte le difficoltà che si incontrano e per farlo dobbiamo cominciare a ragionarci seriamente. Non per far moda, ma perché questo è il nostro modus operandi, quello della nostra tradizione.

Nel “naturale” ora si trova un po’ di tutto, da chi non è sincero a chi sostiene che perché è naturale è buono per forza. I vini come il cibo, devono essere buoni e non nuocere e rispettare il territorio ed il passato perché ne sono l’espressione e possono comunicarlo e tramandarlo.

Sul discorso solfiti, tra le svariate e giuste polemiche, siamo riusciti a far nascere dei mostri, come vino libero o metodo scienza, dove al posto della solforosa usano non si sa bene cosa, forse anche peggiore, tutto ciò per dire che dobbiamo fare molta attenzione, ma dobbiamo comunque fare “qualcosa”, e questo “qualcosa”, secondo me, è ritornare al nostro passato e da lì creare” qualcosa” di buono tutti insieme.

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