Triple A

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24 May

#NEWENTRYTRIPLEA 2018 – Le Joint Venture!

Oggi vi raccontiamo la storia di un progetto davvero nuovo, un progetto a cui stiamo lavorando da anni e che finalmente nel 2018 siamo riusciti a realizzare, o forse meglio dire… imbottigliare.
Le Triple “A”, fin dagli esordi, hanno sempre cercato di lavorare a stretto contatto con i produttori, e con questa nuova avventura abbiamo cercato di avvinarci a loro ancora di più. Infatti da qualche anno lavoriamo in sinergia con alcune realtà vitivinicole, con le quali stiamo creando delle vere e proprie comunioni d’intenti, per realizzare insieme all’interno delle loro cantine dei veri e propri vini Triple “A”! Varietà intime al territorio, vigne vecchie lavorate secondo i cicli della natura, fermentazioni spontanee, lunghi elevage, nessun trucco in cantina e pochissima solforosa aggiunta (se non senza) sono gli ingredienti fondamentali per dar vita a vini vivi ed autentici!
Di seguito vi raccontiamo con orgoglio, le prime due storie, molto diverse fra loro, delle realtà con cui abbiamo iniziato a collaborare, e se avrete pazienza nei prossimi mesi, ne vedrete ancora delle belle!

FRUS: Buttrio (UD), Friuli Venezia Giulia
Il nome “FRUS” probabilmente di primo acchito non vi dirà nulla, ma se parliamo di Azienda Agricola Marina Danieli forse una lampadina si accenderà, perché stiamo proprio parlando di una delle più importanti tenute dei colli orientali friulani. La storia di questa azienda è una storia tramandata da donna a donna per più di 100 anni, oggi conta 100 ha di terreni agricoli tra seminativi, boschi, orto, frutteti e 30 ha circa di vigneti. Una grande azienda in conversione che da qualche anno nutre il forte desiderio di avvicinarsi ad una produzione più sostenibile e autentica. Nel 2015, a supporto di questo grande obiettivo, nasce il progetto Frus (in friulano figlio e frutto), sotto impulso di Luca Gargano, dal lavoro sinergico di Marina Danieli insieme ai figli e a Fabio Luglio. Per realizzare questi vini, sono stati selezionati alcuni piccoli appezzamenti da vigne di 50/60 anni, da varietà Tocai Friulano e Pinot Grigio familiari al territorio di provenienza. Grazie al lavoro e agli esperimenti di questi ultimi tre anni, sono venuti alla luce due vini molto riusciti! Il Friulano dal finale lungo e dissetante; mentre il Pinot Grigio ricco, persistente e potente. Nella seconda metà del 2018 arriveranno due rossi: un Tazzelenghe/Schioppettino e un Refosco dal peduncolo rosso. STAY TUNED!

ARIOUSIOS: Chios, Grecia
Per raccontarvi la storia di Ariousios invece dobbiamo andare per mare e raggiungere l’Egeo Orientale, per sbarcare sull’incantevole isola di Chios. Dopodiché dobbiamo tornare indietro nel tempo di qualche anno… Correva l’anno 2003 e Luca Gargano in uno dei suoi viaggi sull’Isola greca, si imbatté in un uomo, Dimitri, che faceva il grafico di professione, ma che produceva vino per passione, da vigne vecchie di varietà locali. Quel vino era così buono che Luca quando lo assaggiò gli disse: “molla tutto e inizia a produrre vino a tempo pieno!”. E proprio così fu, perché 10 anni dopo quella visita, Luca tornò sull’Isola e trovò proprio quel grafico, che aveva deciso di costruire una Winery in stile californiano a Nord di Chios. Aveva fatto un lavoro immenso in così poco tempo, ma stava seguendo la direzione sbagliata, anche perché si era rivolto ad un enologo inadatto. In quella Winery del vino che Luca aveva assaggiato 10 anni prima non c’era più traccia! Ma conoscendo le potenzialità, Luca gli chiese di produrre 2 contenitori di vino fatto come una volta con fermentazione spontanea. Qualche mese dopo Fabio Luglio tornò per assaggiarlo, e si rese conto che effettivamente era buono e che aveva solo bisogno di riposare ancora un po’di tempo. Durante lo stesso viaggio Fabio scoprì l’esistenza di una vigna a bacca a bianca di Asyrtico, appartenente alla famiglia delle malvasie e originaria dell’Isola di Santorini e invitò Dimitri a fare una prova con queste uve vinificandole come se fosse un rosso. Il risultato è oggi Ariousios Bianco: dolce, solare e salato come l’aria che si respira sull’isola! Per il rosso, visto il suo carattere indomito, bisognerà aspettare ancora un po'.

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