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19 November

Il Grignolino del Casalese

Dopo la verticale del Grignolino di Francesco Brezza (tenutasi Giovedì 12 Novembre) Pino Sola, il proprietario dell'Enoteca Sola in cui si è tenuta la degustazione, ci ha fatto dono del seguente bell'articolo scritto da lui.

- Il Grignolino del Casalese, di Pino Sola -

Come è variegato, versatile e differente il mondo italiano dei vini “NATURAL”.

In Ottobre un drappello di 14 animosi del vino ha visitato l’ Azienda Agricola ANDI FAUSTO tra le splendide colline dell’OLTREPO’ PAVESE. A smuovere l’interesse dei “genovesi” deve essere stata l’intensità della serata-incontro a Genova, in Giugno con ANDI FAUSTO, ma sicuramente gli straordinari suoi vini e principalmente il suo insolito, particolare, rigoroso eloquio sui problemi dell’autodifesa del vigneto e della vinificazione.

Siamo tornati dopo una colazione di ottimo livello presso il suo agriturismo, abbastanza, frastornati dalla sua limpida “lectio magistrali” in vigna e dalle sue convinte e ferventi pratiche agricole “BENEDETTINE”.

Non è trascorso un mese ed ecco un altro differente, ma importante produttore biodinamico : il piemontese FRANCESCO BREZZA della TENUTA MIGLIAVACCA in quel di SANGIORGIO a pochi Km da Casale Monferrato.

Il vino GRIGNOLINO è stato il motivo di una speciale ed insolita verticale dedicata ad un vino che un’antica, errata e fuorviante abitudine ci porta a considerarlo un vino minore, collocandolo come vino da consumo veloce.

Il Grignolino infognato ed ingabbiato nelle sue differenti DOC non ha mai goduto delle attenzioni del mercato internazionale (poiché tale è e deve essere l’importanza di un vino nel secolo 2000) esaurendo la sua fama in un mercato praticamente deludente.
Uno, dieci, cento vini Grignolino senza alcun progetto dedicato, e con commercializzazioni da supermarket. Vediamo di ricostruire la sua identità.

Il nome deriva dal piemontese GRIGNOLE che sono gli abbondanti vinaccioli, i semini che troviamo all’interno dell’acino. Sono loro i portatori, insieme alle bucce ed ai raspi, del tannino nel vino. Quest’ultimo rappresenta un po’ l’armatura del vino alla ricerca di equilibrio con acidità e morbidezza.

Proprio nel Grignolino Brezza troviamo una presenza tannica molto caratteristica che conferisce al vino un volto serioso e attraente. Da non dimenticare poi, che non è determinante la gradazione alcolica poiché il ’93 segnava nella sua vetusta immagine- etichetta sorprendenti gradi 11,5. Francesco Brezza ha presentato la sua azienda a ciclo completamente biodinamico e certificata DEMETER una delle migliori garanzie per un serio produttore.

La circolarità aziendale vede vari ettari di seminativo a produrre l’alimentazione per 30 bovini nella stalla, per avere naturali concimi in letame che a loro volta alimentano le marne calcaree dei vigneti ,i quali daranno, meteo permettendo, le migliori vendemmie per produrre il vino.
In cantina solo lieviti indigeni, nessuna filtrazione, limitato uso di solforosa. Botti grandi per le maturazioni dei vini. Questa è la migliore rappresentazione del modo di condurre la vitivinicoltura tradizionale piemontese.

Francesco Brezza ne è fiero del suo mondo naturale ed è questa ferrea convinzione a dargli la forza per superare le quotidiane fatiche non misurabili alla nostra quotidianità urbana.

L’assaggio dei 4 millesimi di GRIGNOLINO BREZZA.

2010 – Annata media, piuttosto piovosa ci dirà poi Francesco, però ,come nel caso di molti altri vini ”natural” la differenza fra le annate è quasi sempre minore dei vini convenzionali. Sapendolo attendere ,migliora nel bicchiere e mantiene la SUA PERSONALITA’. Definiremo la continuità tannica dei 4 grignolino il “ lite motiv” del GRIGNOLINO BREZZA. E’ questo un segno di riconoscibilità, elemento che spesso viene sempre meno nel distinguere la qualità vera in un vino.

2009 - ottimo colore e come non soffermarsi sulle “nuances tuilè”, cara cugina d’oltralpe Sophie, che alzi il calice con grazia femminile. E’ il rubino flebile e leggermente aranciato, classico del vero Grignolino e non quel rubino carico e brillante che spesso si incontra in molte disgraziati vini Grignolin0. Buoni profumi più seriosamente vegetali che fruttati, più selvatici che floreali. Il corpo infine reso sottile e lungo dai celebrati tannini, è la parte decisiva del Grignolino. Cioè la sensazione innanzitutto di Piemonte e poi di un vino leggero, delicato ,femmineo, non invadente come il barbera. E’ nostra opinione, forse errata(?), che il Monferrato Casalese avrebbe dovuto solo produrre grignolino e l’Astigiano fosse deputato ai soli suoi grandi Barbera delle vigne di Vinchio, Montegrosso, Asinari, Noche e Belveglio ecc.ecc.

2007 - il colore si attenua in un rubino aranciato con sentori al naso di erbe autunnali. La corposità è ancora fruibile in discrete persistenze aromatiche. Un vino, per intenderci ancora in condizione che stuzzica la curiosità sulla vera possibilità del Grignolino di maturare efficacemente in bottiglia. Benedetti tannini!!

1993 - Questa è stata la meraviglia. E’ la familiare etichetta del padre LUIGI, evidentemente in una annata propizia ad introdurre nella nostra indimenticabile degustazione un millesimo così lontano per un Grignolino. Colore tegola- aranciato dalla piacevole ed incerta brillantezza. Profumo non molto intenso.

A questo punto però vogliamo inviare qualche strale a coloro i quali (sommeliers compresi) hanno dato e danno, spesso con fantasiosi sentori, una importanza così maniacale all’olfatto dei vini. Nei vini “natural” l’aspetto odoroso dei vini non è assolutamente primario, certamente al di là dei difetti. L’aspetto decisivo è come detto prima e Ia persistenza degli aromi e quella ricerca d’ armonia descritta prima nel triangolo equilatero. Il nostro eroe del ’93 che si è presentato fra lo stupore generale, è stato una scoperta sorprendente in un corpo ben disegnato senza quegli indugi dovuti ai 22 anni di maturazione. Caro Francesco Brezza, ti ringraziamo poiché è stata la conferma inattesa ,che il Grignolino merita una attenzione più meditata, una collocazione a tavola più nobile e con piatti più complessi. Questo finale della verticale ha provocato dibattito tra stupore, sconcerto e meraviglia, tutti sentimenti difficili da dimenticare a proposito di memoria del gusto.

Alla verticale, sono seguiti nella cena, tra Frittelle di Baccalà, Carnaroli ai Carciofi e Agnello di Sambuco (CN) il GRIGNOLINO 2014 (dopo la lezione di Francesco, ancora con giovani tannini- pensate che il commercio bruto vorrebbe il Grignolino 2015) una bruna ed aromatica FREISA e la corposa BARBERA BREZZA.

Molto numerosa la partecipazione alla serata con un ritorno degli amici di Velier, guidati da Sophie che dimostra che per fare marketing, in questo settore del vino, occorre passione ,le stessa di Cinzia che opera nelle vendite, una fase assai complessa nel mondo del vino.
Molti gli assensi tra i numerosi presenti, i più alle prime armi in tale approfondimento così attento di Grignolino, cosi lontano da Genova (100 km).

Quel tannino ha fatto molto felice Giulio, mentre Carlo medita e riordina le sue emozioni appuntando. Damiano, sottile e caustica penna di PORTHOS aggiorna le sue nitide riflessioni, mentre per Marco “ fan dei natural” è normale amministrazione.

Il ringraziamento a FRANCESCO BREZZA è stato unanime e caloroso. Una splendida degustazione verticale

Pino Sola

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